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Inezie di viaggio: Heidelberg, la scimmia del ponte

28 agosto 12017

Come ho abbondantemente smenazzato sui social, in agosto ho fatto una breve vacanza recuperando la memoria di due luoghi dai quali mancavo più o meno da una trentina d’anni.

Uno di questi era Heidelberg, sede della più antica università tedesca, dominata dai resti di un vecchio castello che le regala belle cartoline.

Heidelberg

Nel nebbioso Lete della memoria (son passati solo 36 anni…) la ricordavo quasi come un paese fra i boschi. Ho ritrovato una metropoli, propaggine della colossale Mannheim poco distante. Ma per fortuna il centro storico mantiene il suo fascino. Infatti, sebbene ignorata dagli italiani, è una meta assai frequentata dal turismo “interno” tedesco, nonché da quello dei vicini francesi e -per motivi che ignoro- da quello coreano.

alte BrückeOltre al castello, uno dei luoghi cult è l’alte Brücke, il ponte vecchio sul fiume Neckar. Particolarmente, la Brückentor, la porta di accesso al ponte.

A destra della quale si trova una di molto fotografata scultura, opera del tedesco Gernot Rumpf, i cui simpatici bronzi adornano molte città in Germania. (nonché una fontana leonina a Gerusalemme)

La statua in bronzo è una sorta di rifacimento in chiave moderna di una antica statua presente nello stesso luogo, con analoghe caratteristiche, risalente almeno al XV secolo e scomparsa ahimè durante le Guerre di Successione del Palatinato alla fine del XVII secolo. Nel 1977 l’associazione Alt-Heidelberg ha indetto un concorso per una ricostruzione moderna dei ponti, e nel 1979 l’opera vincitrice di Rumpf ha fatto la sua comparsa.

Brückenaffe Ed eccola, la Brückenaffe, la scimmia del ponte.

Si tratta di un mandrillo, in ricordo di quello ospitato un tempo nel castello; ha la testa cava, nella quale i turisti “inseriscono” la propria per delle simpatiche foto ricordo; sorride sorniona, e regge uno specchio, nel quale i passanti sono invitati metaforicamente a guardarsi e, seguendo il consiglio della poesiola riprodotta nel cartiglio posto a fianco, riflettere su quale delle due “scimmie” abbia più cervello…

Oltre al cartiglio (una poesiola del 1632 di Martin Zeiller, scritta appositamente nel tedesco dell’epoca per la prima versione della scultura) accanto al mandrillo si trovano un paio di bronzei topolini, anch’essi “memento” di quelli veri che un tempo affollavano la zona, anche a causa della presenza nelle vicinanze della piazza del Kornmarkt, ovvero il mercato del grano.

cartiglio

Ah, la maggior parte delle nozioni con le quali ho fatto indecente sfoggio di cultura in questo post provengono dalle pagine di wikipedia inglesi e tedesche relative ad Heidelberg e all’alte Brücke, la Brückenaffe, Gernot Rumpf e Martin Zeiller.

Le foto, che ho cercato di rendere più decenti grazie a diveri ritocchi, sono ovviamente tutte opera mia.

lato B
Si noti anche la cura artistica nella rappresentazione del lato B della scimmia…

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