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Tre volte maggiorenne

15 febbraio 12014

Holt_graphIl numero di carte di un mazzo da poker con i jolly; il titolo di un romanzo dei Wu Ming; il nome di un locale di New York talmente noto che ne han tirato fuori pure un film; il numero dei quadratini colorati del cubo di Rubik; il numero dei capitoli del Genji monogatari, capolavoro letterario giapponese considerato da molti “il primo romanzo”; il numero degli spigoli del grafo di Holt, una roba strana di teoria dei grafi, che ha delle belle proprietà come i grafi simmetrici ma non è simmetrico (sì, è quello che ho messo qui a fianco)

In formule sarebbe una simpatica espressione “rovesciabile” 6 × 9 (che meno male che c’è quel “per” in mezzo altrimenti era un numero osceno 😀 ) A parte ovviamente il 3 × 18 che giustifica il titolo. Che poi “Quanto fa 6 × 9?” sarebbe la domanda finale sulla Vita, l’Universo e tutto Quanto, ma la risposta come sappiamo bene tutti 😉 è 42…

In cifre romane diventa un nome di donna, scandinavo (pare significhi “protezione” o “vita”, derivando in qualche modo dal nome Eva) e dalle multiple rimembranze cinematografiche: LIV.

Scritto in binario è una simpatica ripetizione di due metà uguali: 110110

Cinquantaquattro, insomma. E andiamo avanti.

 

 

Che oltretutto, in questi giorni di vacanze autocelebrative, quale poteva essere il numero della mia camera a Parigi? Indovinato.

liv300

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