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L’altro papa Francesco

14 marzo 12013

61WG0fyiCcL._SL500_SS500_Gli unici papi buoni sono i papi inesistenti…

Continua la serie dei papi inesistenti: dopo il Benedetto XVI (e non era l’unico…) previsto in un racconto di fantascienza, ecco che anche Francesco I acquista consistenza reale dopo essere stato per lungo tempo solo il personaggio di un romanzo.

The Vicar of Christ, di Walter Francis Murphy Jr., romanzo abbastanza corposo iniziato forse poco prima della morte di Paolo VI, ma per cronosfiga pubblicato solo dopo il 1978, l’anno dei tre papi di fila. Forse anche per questo non venne mai tradotto in italiano. Letto in un’edizione economicissima paperback almeno tre vite fa, per cui il mio riassunto potrebbe non essere del tutto affidabile. Ma in linea di massima…

Si ipotizza che il successore del papa Bonifacio X (ipotetico successore di Paolo VI) sia un cittadino statunitense, Declan Walsh, dal passato quanto meno intenso: ex-militare, generale nella Guerra di Corea (più o meno come l’autore), divenuto in seguito Presidente della Corte Suprema degli USA, a seguito della morte della moglie abbandona il mondo secolare e prende i voti, diventando frate. E viene scelto come successore di Pietro per i suoi indiscussi meriti in guerra e pace, per sbloccare un conclave infilatosi in un vicolo cieco a seguito di un labirinto di conflitti degno dei tempi rinascimentali.

Walsh diventerà papa col nome udite udite di papa Francesco primo, nome scelto, ovviamente, come invito alla povertà.

(Sì, curiosamente anche in questo caso il nuovo papa Francesco proviene dal Mondo Nuovo; con buona pace del cronista di ieri che in attesa della fumata bianca, parlando dei cardinali USA ha detto una castroneria del tipo “il nuovo papa potrebbe non essere americano ma provenire da quel continente”… capito perché io ci tengo a scrivere sempre statunitense?)

E (spoiler) per i suoi tentativi forse troppo riformatori pope Francis I finirà assassinato, mi pare ad opera di un cecchino un po’ meno imbranato di Alì Agca. (credo che qui si possa ravvisare nella trama l’influenza della intanto realmente avvenuta morte di papa Luciani con i sospetti di avvelenamento degni del papato dei Borgia emersi subito dopo)

(dubbio successivo: vuoi vedere che magari è per non mostrare un papicidio che non hanno tradotto il romanzo in Italia?)

Per amor di completezza, il romanzo si chiude sull’elezione del suo successore, Gregorio XVII se non ricordo male, come pure non ricordo se si trattasse addirittura di uno dei cardinali (italiani, ovvio) sospetti mandanti del papicidio. Panta rei.

Un po’ un polpettoncino, ricordo. Che si dilungava mica poco sulle descrizioni delle segrete stanze, sulle modalità del conclave, sulle tradizioni, sulle superstizioni legate all’elezione di un papa… insomma, palloso come i telecronisti che ieri ammorbavano di banalità le edizioni speciali dei TG, come or non è molto si è esemplificato 🙂

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2 commenti leave one →
  1. Anonimo permalink
    16 marzo 12013 01:27

    ad onor del vero il romanzo è stato tradotto e pubblicato in Italia nel 1979 col titolo “bersaglio il papa”

  2. 16 marzo 12013 09:29

    Aaah, pensa, te. Me ne ero perso le tracce. Grazie della correzione (il post ormai lo lascio com’è)

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