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L’altro Benedetto XVI (post replicato)

11 febbraio 12013

Come la peggiore delle televisioni in estate, per mantenere se non vivo almeno vegeto il blog, mi abbandono alle repliche di vecchi post che mi è garbato scrivere  (l’ho imparato dei libri di mio padre, la rivista Urania citata sotto c’è campata decenni a ‘sto modo 😉 )

Che del resto, oggi mi pare il giorno adatto per ricordare questa storia


Gli unici papi buoni sono i papi inesistenti…

Nella primavera del 1978 nessuno poteva immaginare che prima della fine di quello stesso anno si sarebbero affacciati dal balcone di piazza San Pietro ben tre papi: Paolo VI al termine dei suoi tormentati quindici anni di regno, Giovanni Paolo I nel suo velocissimo passaggio, e Giovanni Pao­lo II all’i­ni­zio del suo lunghissimo impero.

Ma nel marzo di quel­l’anno che sarebbe finito nella storia Vaticana, la collana di fantascienza Urania pubblicò, nel numero che porta la data di Pasqua, un’an­tologia di racconti (“il meglio” dalla rivista statunitense The Magazine of Fantasy and Science Fiction) intitolandola Il dilemma di Benedetto XVI.

Nella copertina con il caratteristico cerchio rosso (la si può vedere bene qui), il pontefice ha le fattezze visibilmente ispirate a quelle del vecchio “papa buono” Giovanni XXIII, sia pure filtrate dalla mano surre­ale dello scomparso Karel Thole (gran­dis­si­mo artista e illustratore mai abbastanza rivalutato).

Il racconto che dà il titolo al libro (nel­l’astuta traduzione italiana: il titolo originale datogli dall’autore Herbie Brennan, passato poi con successo al fantasy, era The Armageddon decision) parla di una sede papale spostata a Ginevra, in un qualche futuro nel quale nella nazione (mitteleuropea, suppongo) di Anderstraad è sorta e si sta rafforzando la dittatura di un despota sanguinario chiamato Victor Ling, novello Hitler del­l’av­venire.

Il papa protagonista del racconto (Benedetto XVI, appunto) ha delle visioni che riguardano l’Apocalisse e la battaglia fi­nale di Armageddon, ovviamente identificando in Ling l’Anticristo da combattere. Si rende necessario l’in­tervento di uno psichiatra, chiamato a verificare la sanità mentale di Sua Santità, che qualora venisse riconosciuto in grado di intendere e di volere, seguirebbe le proprie visioni mettendo il nuovo Vaticano in armi per dichiarare guerra al dittatore. Guerra che diventerebbe presto mondiale, con tutte le conseguenze del caso…

Ogni interpretazione “a posteriori” è lecita, ovviamente, anche se eventuali raffronti fra i due Benedetti sedicesimi sembrano ben poco sostenibili… beh, almeno si spera!

(chi volesse sapere il finale del racconto, legga il seguito)

Al termine della visita, il medico dichiara il pontefice sano di mente, lasciando Benedetto XVI alle sue visioni. Ma in privato, ad un cardinale (il cardinal Orsini, che dovrebbe essere il porporato con gli occhiali neri incombente alle spalle del papa nella copertina), rivela che il papa è in realtà fortemente schizofrenico: la diagnosi menzognera è dettata dalla speranza dello psichiatra che la ormai imminente guerra “santa” possa fermare l’ascesa del terribile Ling…

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