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Portasse sfiga davvero?

20 gennaio 12013

MACBETtiston(Quest’anno col teatro ci sto dando dentro come nelle zucche, ormai le maschere in sala mi conoscono, ieri una, passandomi vicino, mi ha pure chiesto “E come mai oggi è finito così indietro? Di solito la vedo sempre nelle prime file…”)

Che già lo sapevo, quando studiavo il piano di battaglia teatrale della stagione che non poteva andare proprio sempre bene. Che ogni tanto qualche fregatura me la sarei presa, giusto per l’equilibrio karmico. Finora mi era andata quasi di lusso, a parte un paio di trascurabilia, gli spettacoli scelti mi son tutti garbati, e qualcuno pure molto.

Ma col Macbeth di domenica, mi è andata proprio male. Il protagonista era pure Battiston, che avevo ammirato (oltre che al cinema, Pane e tulipani sopra gli altri) anche in un one man show dove recitava la parte di Orson Welles. Ah, sì, lo avevo anche già citato. Meglio che poi non ricordi che a Battiston già dovevo perdonargli la partecipazione a quello scempio che è stato il film tratto da Bar Sport di Benni.

No, per carità, Battiston recita pure bene in questa “rivisitazione” del dramma scozzese (anche in Bar Sport, in fondo, non era dei peggiori). E non è il solo, anche il resto della compagnia. Ma è proprio tutta la situazione che non mi è andata giù, a partire dalla lunga scena iniziale che viene presentata come un party, si suppone celebrativo delle vittorie, e dove tutti recitano le battute ridendo sempre e comunque (più o meno a cazzo, se mi si passa il tecnicismo teatrale) come gli invitati mezzo ubriachi di una festa, appunto.

Che certe idee potevano essere carine (le tre streghe che diventano dei bambolotti con vocina da bambini: “Ciao, Macbeth!”) ma inutile, alla lunga ho trovato il tutto fastidioso e deludente. Se non me ne sono andato a metà spettacolo, a parte per l’ovvio motivo ligure “e vuriè vedde, emmo pagòu!” credo abbia influito il meteo (pioggia, allerta neve e temperatura esterna sotto i 5 gradi)

Ovvio che per motivi di taglia ho nei confronti degli attori XXL un penchant particolare e un occhio di riguardo. Per cui, essere tradito da un compagno di stazza, in effetti fa un pochino più male. Soprattutto in questo gennaio teatralmente intenso e invernalmente bastardo. Mica per altro, anche questo lo avevo messo in conto, studiando il piano verso ottobre, che il periodo di maggiore accavallarsi degli spettacoli coincideva come sempre con quello che da un po’ di anni è il mese più freddo e piscioso dell’anno. Ma più che coprirmi e imbottirmi di propoli mi sa che non posso fare. Pazienza.

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