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Letture – Cento poesie d’amore a Ladyhawke

18 dicembre 12012

cento poesie ladyhawkeMichele Mari
Cento poesie d’amore
a Ladyhawke

Einaudi

Verrà la morte e avrà i miei occhi
ma dentro
ci troverà i tuoi

Mi concedi un posto nel tuo cuore
ma non nella tua vita
Allora ti avverto che là dentro
farò un tale casino
che il cuore rivelatore di Poe
sarà al confronto
un cuore silenzioso

Puntavo sulla paglia o sul legname
ma dei tre porcellini
tuo marito
doveva essere quello in salopette con la cazzuola
perchè ho soffiato e soffiato
ma la tua casa
non è venuta giù

Ammetto che la citazione di Cesare Pavese messa in copertina ha influito sull’acquisto; come pure ha senza dubbio avuto il suo peso, nei processi decisionali, il richiamo del titolo ad una splendida e leggendaria Michelle Pfeiffer.

Ma di Mari avevo già letto il curioso Tutto il ferro della torre Eiffel, e ne serbavo un piacevole ricordo; e avevo già visto un paio di altri titoli intriganti.

Insomma, come è come non è l’ho inserito in un ordine librario (sto cercando di comprare i libri solo via internet, limitandomi la spesa per ogni ordine, cercando -non sempre con successo- di limitare il numero degli ordini “in corso” e soprattutto proibemdomi il più possibile di entrare in libreria: posso ben dire che ora so come si sente chi vuol smettere di fumare) e appena l’ho ricevuto l’ho letto in una sera. E lo tengo come si dice sul comodino, ogni tanto un paio di pagine le rinfresco.

No, per carità, non è Pavese, e tantomeno Montale o Caproni (per restare nei miei dintorni zeneizi), e dubito che verrà studiato e commentato nelle classi scolastiche future (oddìo, mai dire mai…). Ma è piacevole, ironico al punto giusto; quell’ironia à la Woody Allen dei tempi migliori, da “maschio omega” che gioca a mostrarsi anche un po’ più sfigato di quanto non sia, sempre in bilico fra il serio e il faceto, qualche volta riuscendo pure a toccare le corde più profonde. E qualche volta, diciamolo pure, ceffando clamorosamente, come ad esempio (ma non solo) nelle litanie floreali della centesima poesia che potevano “agilmente” essere ridotte alla mezza paginetta degli altri brani e ne avrebbero senza dubbio guadagnato, senza nulla perdere nel discorso. Pazienza.

Fra citazioni della cultura contemporanea, televisiva e cinematografica (basti il titolo), fra indizi sotterranei che portano a chiedersi quanto ci sia di vero in questa storia d’amore fra l’adolescenziale e il clandestino raccontata così, per frammenti, che stuzzica (manco ce ne fosse il bisogno) la componente più voyeuristica del lettore.

Bello davvero.

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