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I post del guanciale

19 ottobre 12012

Alcune espressioni, frasi, parole che ogni volta che le sento o leggo mi fanno rizzare il pelo come i gatti
(ogni tanto devo vuotare le ghiandole del veleno, altrimenti mi vanno in acido)


Misunderstanding: sono molti gli anglicismi che possono dar fastidio, a me questo in particolare provoca un aumento di pressione e un arrossamento nella visione: è probabilmente l’unico caso nel quale una parola inglese è PIÙ LUNGA della corrispondente parola italiana avente LO STESSO IDENTICO SIGNIFICATO (“malinteso“, per chi se lo chiedesse)

Vengono quindi a cadere sia l’ipotesi legata alla velocità (“eh, la lingua inglese è più immediata, più veloce“) sia quella “semantica” (“eh, ma il termine inglese racchiude qualcosa in più di quello italiano…“) Quindi PERCHÉ CAZZO usarla in italiano?

Ma ormai nelle riunioni di lavoro se non la usi ti viene uno sturbo…


Voltaire diceva…: no. Voltaire quella frase sul voler dare la vita per chi la pensa in modo diverso non l’ha mai detta né scritta. Tant’è vero che non ha dato la vita neanche per le sue, di idee (e non è una critica, ci mancherebbe) e ha preferito spesso le vie dell’esilio a quelle del martirio.

Ma penso che la malapianta di questa citazione continuerà a crescere rigogliosa. (citazione che nel link indicato è anche ampiamente -e giustamente, selon moi– criticata come insensata; e viene anche da pensare che in genere chi la sbandiera con una certa aria di superiorità, nella maggior parte dei casi all’atto pratico si dimostrerebbe ancora meno voglioso di Voltaire di porre fine ai propri giorni per l’altrui pensiero)


Prima, Seconda, Terza repubblica: quelle francesi sono ormai alla Quinta, quelle spagnole si sono purtroppo fermate alla rimpianta Seconda (¡Ay Carmela!) ma in Italia siamo ancora, e da oltre sessant’anni, nella PRIMA ED UNICA Repubblica Italiana, dato che vige ancora la splendida e purtroppo bistrattata Costituzione del 1948.

Ma con l’ignoranza in educazione civica che abbiamo noi italioti, che si pretende?


Terzo millennio: no, non è la definizione in sé che mi infastidisce, ci mancherebbe, ma l’uso che se ne fa, di questa come di analoghe espessioni, in frasi tipo: “ma come, siamo ormai nel terzo millennio [oppure nel duemila, o simili coglionaggini crononumeriche] e ancora c’è gente che…” a seguire descrizione di un terribile peccato, in genere tecnologico tipo “scrive ancora lettere a mano“, “non ha uno smartphone”, “non conosce i social network”, “usa internet Explorer” e altre dabbenaggini snobistiche su questo tono.

Perosnalmente io ho appena finito il mio primo mezzo secolo, e se esco un filo dal personalismo trovo che la civiltà umana ha almeno una decina di migliaia di anni sul groppone.

Ricordo un azzeccato spot turistico dell’Egitto che a cavallo del Duemila diceva “Benevenuti nel nostro settimo millennio”, ricordando che la Storia è anche qualcosina di più del computo gregoriano…


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