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Agosto, città mia (purtroppo) ti conosco

30 luglio 12012

Come tutti gli anni, al giungere di agosto qui a Zena c’è la morìa dei mezzi pubblici.

Che già normalmente non è che prendere l’autobus sia una meraviglia durante l’anno, ma in questi giorni di afa e solleone è davvero un’impresa alla Indiana Jones.

Diverse linee spariscono completamente, altre sono ridotte al di sotto dei minimi sindacali, ogni spostamento cittadino diventa, a scelta, o una traversata a piedi del deserto con le condizioni climatiche della Parigi-Dakar oppure un’anteprima dell’inferno, su vetture a latta di sardine, sia per la concentrazione dei corpi sia per (bleah) gli umori e gli afrori connessi.

Questanno (una parola, sempre per citare Totò) l’azienda trasporti da tempo non più municipalizzata ha dato come sempre alle stampe un opuscolo con gli orari dell’infernale mese estivo. La cosa che mi piace è come è stato definito ufficialmente l’orario.

Che per carità, lo so che l’italiano è una lingua viva e in evoluzione, ma io lo avrei scioccamente chiamato orario agostAno


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