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Ultima spiaggia

10 giugno 12012

Ripesco dai cassetti un brevissimo raccontino quasi estivo.

Anche perché ormai è maggiorenne, ha quasi vent’anni, e può andare un po’ dove gli pare.


Ha preso una giornata di ferie, e ha deciso di trascorrerla al mare. Ne aveva proprio bisogno. Lo hanno assillato per due mesi con quel collaudo del cavolo, ma finalmente ogni cosa si ­ conclusa. Quindi, alla faccia di tutti, oggi in ufficio non lo vedranno neanche in fotografia. Ha gi­à sprecato troppe belle giornate ultimamente, ed ha ancora una pelle color latte che fa tanto malaticcio. No, no, oggi ci si abbronza, che diavolo!

Giornata ideale: in spiaggia non c’­è nessuno. Potenza dei giorni feriali. Un silenzio rotto solo dalle onde. A voler essere pignoli, rotto anche dai motori delle auto in transito sulla litoranea che per fortuna sono poche e distanti.

Dopo essersi riscaldato al sole del mattino, decide per un bel bagno fra le onde. Con calma si incammina in acqua, neanche troppo fredda, e si tuffa. Bracciate calme, si allontana dalla riva. Si sente bene, rilassato. Giornata stupenda, anche se il sole comincia a picchiare duro. Ma in acqua si sta d’incanto.

C’è qualcuno, oltre a lui. Una ragazza. Che nuotando gli si avvi­cina. Sembra carina. Altro che ca­rina! Bionda, con due occhi azzurri stupendi. Si è avvicinata, gli sorride. Sembra… Cribbio, è nuda. No, forse ha solo il pezzo di sotto. Nell’acqua non si vede bene ma deve avere… boh, uno strano costume, sembra le copra la coscia e forse oltre­. Aaaah, che importa, è fantastica. Lo guarda sorridendo. Senza parlare, gli si avvi­cina ancora e lo abbraccia. Lo bacia. Lui non capisce pi­ niente, la ab­brac­cia e la bacia a sua volta, la stringe, incantato da quegli occhi, senza porsi troppe domande. Se è un sogno, per favore non svegliatemi.

Con un lento movimento dell’anca lei solleva sopra le acque una coda da delfino. Ma lui non fa caso a certe sciocchezze. Vuole solo perdersi fra le sue braccia, nuotare continuando a baciarla, sentire i due corpi toccarsi e accarezzarsi.

Non si accorge pi­ù di nulla. Non si rende conto che lei lo ha dolcemente trascinato sott’acqua. E lentamente, senza capirlo, annega silenzio­sa­mente, perso in quella bellezza che lo incanta. Il suo abbraccio diventa sempre meno serrato, i baci meno appassionati, le carezze pi­ù lente e deboli. Quando rimane immobile, sul volto porta stampato un sorriso esta­tico attraverso il quale fuggono le bolle d’aria dell’ultimo respiro. Lei lo guarda e dopo averlo scrollato un po’ cercando di farlo reagire, con un’e­spressione delusa lo lascia andare. Il corpo privo di vita rimane abban­donato a mezz’acqua come una ma­rio­netta senza fili, poi comincia ad ondeggiare nella debole corrente.

Tutti uguali gli uomini, pensa sconsolata la sirena allontanandosi. All’inizio sembra che vogliano fare chissà cosa, poi ti lasciano l­ì senza combinare mai nien­te. E lei, poverina, che ci casca sempre…


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