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Il buon medico non obietta

1 giugno 12012

Una interessante campagna per contrastare l’ipocrita obiezione di coscienza dei medici a proposito della legge 194 e delle interruzioni di gravidanza.

Io, di mio, sarei ferocemente draconiano nei loro confronti. (l’uso poco diplomatico dell’aggettivo “ipocrita” nel paragrafo precedente penso sia abbastanza chiarificatore su quale possa essere il mio pensiero in proposito)

Voglio dire, se fai una scelta di coscienza, (o se dici di farla, ma non voglio ora affrontare il problema di quelli che rifiutano di operare al consultorio, ma non hanno problemi etici quando devono farlo pagati in una clinica…) tale scelta è rispettabile se -detta alle brutte- sei pronto a subirne le conseguenze in prima persona, come si dice sulla tua pelle.

Come i VERI obiettori di coscienza che si facevano mettere in galera per l’essere contrari al servizio militare; come (nel mio piccolissimo) il sottoscritto e gli altri “obiettori” che scegliemmo, alcune ere geologiche fa, di svolgere il servizio civile sostituivo alla naja, e che dovemmo per questo dichiarare per iscritto che non avremmo mai preso il porto d’armi, che non ci saremmo mai arruolati nella Benemerita o nel corpo delle Guardie Forestali e altre cosucce così; per carità, un’inezia certo rispetto alla galera, ma pur sempre una minima limitazione alle proprie libertà: e comunque sempre qualcosa di più del NULLA rischiato dai cosiddetti ginecologi obiettori, che fanno ricadere le conseguenze del proprio gesto solo ed esclusivamente sulle donne. E che anzi vengono spesso portati in palma di mano come preclaro esempio di libertà, spesso tirando in ballo a sproposito e ad minchiam il nazismo e i lager.

Io, ragionando “di pancia”, sposerei in toto l’ipotesi di vietare l’obiezione di coscienza ai ginecologi, ma farò finta di essere più accomodante di quanto in realtà non sia. Vuoi essere ginecologo (o anestesista, anch’io me ne scordo sempre, ci sono anche quelli ) ma rifiuti di eseguire un’interruzione di gravidanza per tua scelta etica? Benissimo, liberissimo, io faccio finta di crederci, ma tu mi fai il santo piacere di farlo in una clinica privata che ti accolga, non vai per nessun motivo a lavorare in un consultorio pubblico e -tanto per non essere troppo morbido- non fai neanche il medico nelle ASL.

A questo punto sì, è una tua scelta legittima.


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