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Roaches are forever

25 gennaio 12012

Come ho spesso detto e scritto, io e san Valentino non ce la siamo mai detta bene per tanti motivi, nonstante abbia rischiato che proprio il 14 febbraio fosse il mio compleanno. Ciò ricordato, passo comunque a tal proposito un suggerimento romanticamente ecologico dal blog Animal news

Lo zoo del Bronx propone ai fidanzatini di New York, per l’occasione del santo ruffiano di metà febbraio, di battezzare col nome del proprio amore uno degli scarafaggi loro ospiti (ce ne sono 58 mila, dovrebbero bastare) per la modica cifra di 10 dollari. È anche concesso e suggerito, con una certa perfidia, di utilizzare invece il nome dell’eventuale ex, evidentemente con tutt’altro spirito.

I proventi dell’iniziativa andranno a sostegno dei parchi di New York e della Wildlife Conservation Society. E per ogni blatta battezzata, ovviamente, verrà rilasciato ai romantici benefattori un certificato che attesta che “ad uno scarafaggio è stato dato il vostro nome”

Non solo: per l’occasione è possibile anche acquistare dei simpatici cioccolatini che riproducono le fattezze delle kafkiane bestiole. Vedere per credere.

E che avranno di speciale ‘sti insetti? Beh, intanto sono belli grossi (vedi foto ad inizio post), poi hanno la simpatica caratteristica di sibilare (non dalla bocca, ma dai segmenti del corpo ed in almeno tre tonalità: sibilo sessuale, sibilo di sfida e sibilo “di disturbo”) e difatti sono noti come “blatte fischianti del Madagascar“; facendosi una googlata con il loro nome scientifico (Gromphadorhina portentosa) si trova che c’è pure gente che ama allevarseli nel terrario. Io continuo comunque a preferire la compagnia dei gatti.

Le Gromfadorine, oltre che portentose, sono delle celebrità molto richieste nel dorato mondo del cinema, e sono presenti, ovviamente sempre in scene che potremmo definire “corali”, in numerosi film di fantascienza quali ad esempio:

  • Bug, insetto di fuoco (consigliato, dal romanzo La piaga Efesto di Thomas Page: da una crepa nel terreno sorgono sciami di  insettoni intelligenti che fanno scintille dal sedere come fossero acciarini)
  • L’ultima odissea, sorta di Ombre rosse postapocalittico, interessante pure lui, nel quale una scena vagamente famosa e inquietante era l’uscita improvvisa da una botola di un brulicante e zampettante ammasso di insettoni (tratto anche questo da un romanzo, La pista dell’orrore di Roger Zelazny)
  • Men in Black, dove gli scarafaggi hanno un ruolo di rilievo, soprattutto nello scontro finale con l’alieno (“Oh, scusa, era un tuo cugino?“)
  • Starship troopers – Fanteria dello spazio: (dal romanzo di Robert Heinlein, scrittore col quale ho un rapporto dialettico) e no, qui c’è poco da fare, l’unico motivo per vedere ‘sto polpettone di guerra spaziale con giganteschi insetti sono le scene nella doccia che permettono di apprezzare ampi panorami di Denise Richards

Uhmm… com’è che ero partito da san Valentino e sono arrivato a parlare di belle figliole nude sotto la doccia? Sì, decisamente sono l’ultimo dei romantici (ultimo come posizione in classifica, voglio dire)


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