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Dodicimiladodici

1 gennaio 12012

E lasciatelo ridere, povero Alan. Che avrebbero dovuto dargli una medaglia, farlo baronetto, dedicargli monumenti, vie e piazze; ché è stato anche grazie a lui e al suo genio matematico che la fredda Albione è riuscita a decifrare i messaggi nazisti. Ed invece, siccome era “colpevole” di essere gay lo hanno condannato ad una cura idiota e perniciosa di ormoni che gli ha rovinato il fisico e lo spirito. Fino a portarlo a suicidarsi con una mela avvelenata, Snowwhite style. (E citiamo pure la nota leggenda metropolitana secondo la quale sia quella mela mordicchiata ad avere ispirato il logo dalla Apple…)

Indifferente. Ricordiamolo adesso, con questo nuovo anno che comincia e nel quale ricorre il suo centenario. E che è stato ufficialmente dichiarato come Anno di Turing. Meglio che niente.

Non è il solo centenario che ricorre, certo. Magari meglio evitare le morti e le ricorrenze funebri, come il viaggio del Titanic, o la nascita di personaggi a dir poco discutibili come la signora Eva Hitler nata Braun, o la signorina Claretta Petacci.

Qualcosa di degno da ricordare però si trova, in questo anno maledetto dai Maya (ma quando il 23 dicembre non sarà successo niente, Giacobbo cosa fa, si suicida? Per coerenza, voglio dire…)

Ricorre il centenario della spedizione Amundsen al Polo  Sud, per dire. E fra i tanti che avrebbero toccato la soglia del secolo nei prossimi mesi mi piace ricordare Jackson Pollock, pittore dagli schizzi caotici (un interessante test, qui); in qualche modo artisticamente perverso associo Pollock a John Cage, anche lui centenario;  Pierre Boulle, non foss’altro per aver scritto Il pianeta delle Scimmie; Eugène Ionesco e i suoi assurdi drammi di rinoceronti e cantatrici calve; e in qualche deserta strada statunitense si fermeranno anche Vilcoyote e Bip-bip a ricordare il babbo Chuck Jones; mentre dalla biblioteca spuntano i nomi di Elsa Morante e dello sfortunato Guido Morselli, scoperto solo dopo il suicidio (e che a me piace molto, e non solo per il suo Roma senza Papa)

Incidentalmente, nell’universo di carta quest’anno raggiungeranno i cinquant’anni Hulk, l’Uomo Ragno e Diabolik.

Unica ricorrenza funebre che voglio citare, i settant’anni dalla morte di James Joyce. Ma solo perché questo significa che adesso i diritti d’autore sulle sue opere sono scaduti e gli editori suppongo possano scatenarsi a ristamparlo. Sempre che trovino un modo decente di tradurre Finnegan’s Wake

Ah, sul perché nel blog io aggiungo sempre un diecimila alla data, rimando come al solito ad un vecchio post dove cito il calendario dell’Olocene.

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