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Pesadilla castillana

21 novembre 12011

Come si temeva, la Spagna ha virato decisamente a destra, decretando la fine dell’era Zapatero e assegnando al Partido Popular una maggioranza assoluta come neanche il baffuto e arrogante Aznar era mai riuscito ad ottenere. E certamente poco mi consola l’avanzata di Izquierda Unida, che somiglia troppo alla “vittoria” di Rifondazione che tanto rese stupidamente soddisfatto il mai abbastanza ingiuriato telepresenzialista Bertinotti mentre Berlusconi riconquistava il potere nel 2001.

Mariano Rajoy, nuovo leader della destra spagnola, descritto efficacemente in un articolo di el País: nipote di un repubblicano conservatore, figlio di un rigoroso giudice del periodo franchista la cui severa “impronta” si riconosce nel futuro presidente del Governo, per l’esattezza nel suo “‘ermetismo emozionale” e nel “costante tono grigio che caratterizza i suoi vestiti“.

Secondo un compagno di studi “Era un ragazzo in gamba e intelligente anche se da lui non ci si poteva aspettare prendesse mai l’iniziativa

E in mezzo a tale cinerina mediocrità non brilla certo un articolo giovanile nel quale “civettava con l’idea della diseguaglianza biologica fra le razze

Più volte ministro nei governi di destra del già ricordato Aznar, “non si ricordano suoi grandi progetti” e un icastico riassunto della sua carriera politica è nella frase di un giornalista sportivo “La cosa peggiore è che dove passa non pulisce; la migliore è che dove passa non sporca

In campagna elettorale ha praticamente taciuto sui controversi temi civili (in realtà ha praticamente taciuto su tutto, aspettando con pazienza che il fiume della crisi economica gli portasse il cadavere del rivale socialista) come il matrimonio gay, l’aborto e il divorzio “veloce”. Anzi, in passato aveva persino espresso opinioni “aperte”. Mah. Staremo a vedere, anche perché potremo fare ben poco d’altro.

Io mi permetto di dubitare di un destrorso castillano che non combini scempi. Ma si sa che sono un vecchio tirnariciuto.

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