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AEIOUY

13 novembre 12011
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Tardivo, ma come si dice, ero malato (che è pure vero)

E figuriamoci se non sono stato in tensione fino alla fine, ieri sera, col televisore acceso e cercando di fare qualcos’altro per fingere di non pensarci continuamente. Lo confesso, verso le nove un po’ di paura che potesse succedere l’improponibile mi è venuta. Continuava a tornarmi in mente quella sera di marzo di qualche lustro fa, quando giravo per le strade deserte di Sestri e avevo una gran voglia di piangere, non potevo crederci. Ma almeno questo pensiero non c’è più.

È fatta, se n’è andato. Ora saranno mesi di pianti, sudore e sangue. Quindi milioni di volte meglio di quelli appena passati.

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