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Bibliovorax in cura (con dei problemi)

27 ottobre 12011

Ho spesso accennato al fatto di essere un bilbiomane-bibliovoro, con tendenze patologiche impulsivo-compulsive: compro libri a tutto andare, ogni e qualsivoglia argomento o titolo mi solletichi, un po’ come Carrie di Sex and the city comprava paia di scarpe (e prima che ci si chieda, no, non mi piaceva quella serie, ma un paio di episodi me li sono visti anch’io); ormai ne ho una quantità spropositata, che invede selvaggiamente la casa in pile spesso cadenti, e che oltre ad aver ridotto i metri quadri calpestabili dell’appartamento mi potrebbe permettere di restare chiuso in casa fino alla mia dipartita (e oltre) avendo sempre qualcosa di nuovo da leggere.

Uno dei problemi è poi il “possesso”: una volta letto il libro quand’anche fosse la peggio ciofeca del mondo, non riesco a liberarmene, e devo (sapere di) averlo lì, fra gli scaffali.

Sto provando il metadone, ovvero gli e-book. Ho spesso problemi di ricaduta (se il libro mi piace ho sempre l’istinto di comprarne ANCHE la copia cartacea, lo so, sono malato, ma l’idea che per leggere ho bisogno anche di un angæzo aggiuntivo oltre alle pupille, mi fa un blando effetto di forchetta sulla lavagna)

Qualche e-book l’ho acquistato, altri sono giunti, ovviamente, portati dalle correnti torrenziali della rete: uno di questi era l’opera prima di un ormai affermato e rinomato autore ggggiovane e (come si vanta spesso fra le righe) praticamente autodidatta. Esco a fare due passi, di Fabio Volo.

Non credevo si potesse scrivere qualcosa, per quanto commerciale, per quanto ruffiano coi teen-ager, con un vocabolario tanto ridotto e una tale miseria di espressioni. Siamo al di sotto del livello zero, siamo a quella che ho letto definire in rete “una banalità un gradino al di sotto dei baci Perugina”. Al confronto, Vespa è un Hemingway, Faletti un Ed mcBain e la Tamaro una Morante. Sembra di leggere il diario di un adolescente rincoglionito, che gioca allo spregiudicato parlando di pippe come un bambino prescolare che ride dicendo cacca pipì.

Se questi libri hanno successo, allora siamo messi veramente molto molto molto molto ma MOLTO male.

Non riesco nemmeno più a capire se è nato prima l’uovo o la gallina: c’è in giro tanta gente intellettualmente vuota e abbiamo un governo Berlusconi perché il business ci propina Grandi Fratelli e Fabio Volo, o è vero il contrario?

I had a nightmare, e ho voluto condividerlo. Spero che non avvenga mai. Ma giuro, ho paura.

(lo so, qualcuno penserà che si tratta di uno sfogo snob, da intellettualoide di una sinistra antica che non capisce l’evolversi del gusto e che tutte le opinioni sono degne e se uno legge Volo cosa vuol dire, mica si può leggere sempre e solo Marcuse; per l’eventuale qualcuno solo un invito, degno del più puro stile Volo: ma va’ a cagare, stronzo!)


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