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Candypope

16 agosto 12011

“Quella che si vende di più? Senza dubbio quella con il volto del Papa, è la più divertente.”

La commessa, che ha avuto una mattina movimentata, offre i dolci ai visitatori.  Sono le benedipaste, quadretti di biscotto che si attaccano al palato e decorano le vetrine della pasteleria Horno San Onofre.

Sono di tre tipi: uno con la bandiera vaticana, un altro con il logo delle Giornate Mondiali della Gioventù e, quello che ha maggior successo, con il volto e il busto di Ratzinger sotto un leggero strato di gelatina. Ogni pasta, grande come una fototessera, costa 1 Euro e 50

da El País, edizione madrilena di oggi

Forse non pensava a questo, la papessa, quando ha chiesto che nei vari gadget celebrativi di queste Giornate della Gioventù non comparisse la propria immagine (a parte, claro, sulla moneta commemorativa: i pretacci, si sa, viziati dal nostro 8‰ e  dall’esenzione ICI, hanno un certo penchant per le monete)

Ma probabilmente Benito Sedicesimo non passerà dalle parti della pastelería madrilena che ha ideato il curioso metodo di onorarlo dandogli un morso sulla faccia, anche se il locale è ovviamente a due passi dalla centralissima Gran Vía, e non è certo una bettola: per averne un’idea, si veda sul loro sito dove oltre alla storia del negozio si trovano foto delle prelibatezze in vendita, compresi degli scacchi in cioccolato e un vestito di cacao, indossato da una modella.

La papamobile infatti attraverserà la grande strada madrilena, e riuscirà per una settimana ad ingolfare li traffico della città, blindata come neanche per il G8: sulla stessa pagina di El país che riporta la notiziola dei biscotti papali sono presentate le prime indicazioni per i “sette giorni di blindamento del centro di Madrid per la visita del Papa

Visita pagata, manco a dirlo, con le tasse dei contribuenti, cosa che ha fatto storcere non poco il naso a diversi: benché sia anch’essa, come purtroppo il nostro stivale, cattolicissima e beghina, la Spagna si è sempre mostrata un pochettino meno prona de noartri nei confronti del pastore tedesco, a partire da quando Zapatero non volle presenziare alla messa celebrata dalla papessa in una visita precedente.

E nonstante tutti i parafernalia di marketing messi in campo (per dire, da noi il TG regionale della Liguria, testa di ponte della curia, ha trasmesso l’altra sera un inutilissimo servizio per salutare il paio di pullmann di giovani mentecatti pardon, pellegrini in partenza per Madrid) non sfugge nemmeno a certi siti credini che il successo mediatico dell’ex Hitlerjugend bavarese rimane sempre ben distante dalle masse oceaniche del suo predecessore, l’imperatore polacco…

Spagna, Italia… mettici anche il Portogallo e se vogliamo l’Irlanda. Non è curioso che la maggior parte dei paesi a rischio, da mesi nella bufera economica europea, siano quelli più stupidamente leccaculo del pardon, legati a filo doppio al clero cattolico?

Ah, sempre su El país leggo che l’articolo “must” di queste giornate sarà il rosario misionero, elegante e sobrio rosario con i cinque colori olimpici (per l’occasione rubati pardon, copiati dagli organizzatori di questo lavaggio del cervello di massa) e che è già andato a ruba nelle bancarelle autorizzate, come rivela entusiasta la responsabile ufficiale delle vendite dell’evento (e se vi sembra strano che un evento religioso abbia una responsabile delle vendite, vuol dire che siete dei miscredenti senza dio)

Nella foto, l’imprescindibile oggetto sacro (prezzo: 3 Euri e 90)

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