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Un palio di oche

2 luglio 12011

In questo che è indiscutibilmente il più vergognoso dei governi della Repubblica, la ministra Brambilla sui cui meriti preferisco non esprimermi tuona contro il Palio di Siena perché in una delle prove è morto per un incidente uno dei cavalli, quello della Chiocciola (infatti, oggi hanno corso solo 9 delle contrade previste)

Ovvio che l’incidente colpisca, e dispiaccia a tutti (i senesi per primi)

Questo però non giustifica quanti escono regolarmente in questa stagione ululando che il Palio è una macelleria equina.

Da un interessante studio (al quale si accede anche dalla pagina di wikipedia dedicata al Palio) relativo agli incidenti “catastrofici”, ovvero quelli mortali per uomini o animali, nelle corse “regolari” (quelle che si svolgono regolarmente negli ippodromi) e nelle corse “storiche” (come il Palio di Siena, appunto) si legge, nelle conclusioni (il grassetto di certi passaggi è mio)

I dati raccolti ci permettono di afffermare inconfutabilmente che in tutte le competizioni sportive in cui si fa uso di cavalli esiste il rischio di incidenti catastrofici.

Quello che è risultato interessante è verificare che la percentuale di tali incidenti che accadono nelle corse storiche non si discosta di molto da quanto succede nel mondo delle corse cosiddette regolari.

È importante ribadire che, pur non negando la pericolosità delle corse non regolari, sarebbe interessante che il benessere dei cavalli fosse un valore in sé e fosse valutato allo stesso modo nelle gare ufficiali e si cercasse di essere meno emotivi sparando dove capita, magari proprio dove, in rapporto alla difficoltà della prestazione, si mettono in atto molte più misure preventive.

Perché la ministra non si indigna con eguale sdegno mediatico quando avvengono analoghi incidenti agli ippodromi di Capannelle o San Siro, magari minacciando di chiudere gli ippodromi stessi così come ha minacciato di cancellare il palio? C’entra forse, chissà, il battage mediatico che accompagna il Palio, il fatto che un incidente ad un cavallo a Siena finisce su tutti i media mentre di tutti i cavalli abbattuti negli ippodromi non si ha mai notizia?

Chissà, forse alla ministra pel di carota non andava giù neanche il fatto che il Palio quest’anno si associasse alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità, una ricorrenza che non sembra sia stata né troppo gradita né troppo foriera di successi per la sua compagine governativa.

Motivo di più per mostrare il cencio di oggi (vinto dall’Oca, ogni riferimento alla Brambilla è puramente casuale) anche perché l’autore è Tullio Pericoli, mica un frillo qualsiasi


Ah già: i colori dell’Oca sono proprio quelli del tricolore… ma tu guarda, alle volte

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