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Letture – La ballata della Mama Nera

27 maggio 12010

La ballata della Mama NeraRoberta Lepri
La ballata della Mama Nera

Avagliano

Sfogliavo il libro allo stand dell’editore, in quel del Salone del Libro, quando mi si è avvicinata (subdolamente 😉 ) l’autrice per convincermi all’acquisto, narrandomi per sommi capi di cosa si trattava e decantando i pregi del volumetto. Incarico facile, ammettiamolo, già ero intenzionato di mio. E adesso ho anche la copia autografata 🙂

Breve noir con atmosfere gitane. Una cosa che ho molto apprezzato è che non si è mai del tutto in sintonia (o in totale distonia) con un personaggio piuttosto che con un altro. Sì, vabbè, alla fine il colpevole ci vuole, ma solo alla fine i “buoni” e i “cattivi” sono definiti senza remissione. Che se fossi uno che segue le trame, forse avrei anche capito presto “chi è l’assassino”. Ma per fortuna preferisco (quando posso, come in questo caso) abbandonarmi alle atmosfere e ai personaggi.

Il bambino protagonista o quasi, imbranato quanto basta nonostante il padre poliziotto dal quale ha ereditato una diffidenza contro gli zingari. La madre, bella ragazza sfiorita in un matrimonio usurante. Il padre, poliziotto simil-Coliandro, in gamba con la pistola e che a modo suo vorrebbe bene al figlio, ma tratta la moglie come una scocciatura e non capisce una beneamata di quel che gli succede intorno, come accennato odia gli zingari e i diversi ma “vota comunista” (magari fosse solo un personaggio di fantasia…). Il commissario suo superiore che magari qualcosa la capisce, ma ha la simpatia e la bonomia di un’unghia sulla lavagna. Poi gli zingari, la Mama Nera e le sue “nuore” multicolori, gli uomini dalle macchine ingombranti, i bambini in pratica cresciuti senza mai passare dall’infanzia; popolo con un particolare senso dell’onore, una cultura e tradizioni mica da ridere, ma poche storie, per campare taccheggiano i supermercati, e peggio.

Ovviamente, per riscaldare lo scontro fra Rom e gagè, occorre che la parte gialla (o nera) della storia riguardi la sparizione di un bambino. Splendida la difesa della Mama Nera contro la classica accusa (quant’altre mai infondata, ma che purtroppo non sembra destinata a sparire dal parlare comune), quella dei rapimenti di bambini ad opera degli zingari:

“I figli ci avanzano i nostri. Se ne vogliamo degli altri ce li facciamo…”

D’accordo, dài e dài, persino io ho capito la soluzione prima della rivelazione finale, ma non “così tanto” prima…

Breve libro, purtroppo. Ma più che godibile.

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2 commenti leave one →
  1. 16 settembre 12010 11:27

    Ciao! Ho intravisto il libro anch’io, ma non c’è stata nessuna autrice a convincermi…la tua recensione però sì….te lo sei meritato quell’autografo!
    Poco subdolamente te la butto là. Se vuoi, sul blog della casa editrice dove sto lavorando, trovi le recensioni di un libro che forse potrebbe interessarti: sangue di cane. E’ un po’ forte come linguaggio, ma è anche vero e parla appunto di questi “invisibili” che sono le persone di “altra” nazionalità nel nostro paese.
    fammi sapere che ne pensi se fai un salto, altrimenti tieniti solo i complimenti per il blog e…buona lettura!

  2. 16 settembre 12010 11:39

    Ah, meno male, avevo proprio bisogno di qualcuno che mi suggerisse un libro da comprare, questo mese credo di non avere ancora raggiunto la mia quota di diciannove scaffali riempiti… 😀

    Ok, da biblio-addicted a bibliodipendente, farò un giro sul sito 😉

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