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Letture – La caccia al tesoro

24 maggio 12010

More about La caccia al tesoroAndrea Camilleri
La caccia al tesoro

Sellerio

Camilleri questa volta batte strade un po’ diverse, e potrebbe essere sintomatico il fatto che il romanzo non si apra con il solito risveglio di Montalbano. Anzi, come scrive il Sommo al termine del primo capitolo

E fu accussì che invece d’essiri, come al solito, arrisbigliato dalla prima luci del jorno, fu lui a vidiri il jorno che s’arrisbigliava.

Mentre cerca di ricucire il difficile rapporto con la fidanzata lontana (diciamolo, ultimamente Livia è stata trattata un po’ maluccio sia dal personaggio che dall’autore, e si è ridotta ad una mera presenza telefonica: forse un’influenza della -per me incomprensibile- colossale antipatia generata in molti fans di Camilleri dall’attrice tedesca che ne ha assunto il ruolo negli sceneggiati Rai?) il commissario di Vigàta si scontra con uno dei più classici vilains della letteratura poliziesca: quello intelligentissimo che giocando come il gatto col topo manda “indizi” all’investigatore sotto forma di indovinelli (la caccia al tesoro del titolo, appunto)

Con un inizio per me encomiabile nella descrizione di due anziani, fratello e sorella, bigotti fino alla follia (frase scelta non a caso) e senza ovviamente trascurare tutti gli “arredi” classci della saga, dai mai sopiti bollori di Augello alla sublime demenzialità di Catarella. E con nuovi personaggi mooolto ben caratterizzati: mi chiedo, quando tradurrano questo libro in inglese, cose ne penserà l’attore Daniel Radcliffe, se dovesse mai leggerlo? (domanda sibillina… 😉 )

Qualcosa di un po’ diverso, appunto, dalle solite storie. Con un finale forse un po’ sopra le righe che (chissà?) potrebbe far pure storcere il naso ai fanatici-groupies citati or non è guari. Staremo a vedere. A me, è piaciuto. Un sacco. Tanto da leggerlo in una sola passata, durante un ritorno in treno da Firenze. (Con cospicuo ritardo accumulato per una sosta forzata in quel di Chiavari che mi ha permesso di completare la lettura, per una volta i disguidi ferroviari son serviti a qualcosa)

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