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Letture – Lacrime di coccodrillo

13 maggio 12010

More about Lacrime di coccodrilloValeria Corciolani
Lacrime di Coccodrillo

Mondadori

“Undici minuti”
Secondo il risvolto di copertina è la durata media del rapporto sessuale fra umani.
Però.
Le sono sempre sembrati di meno, i minuti.
Avrà beccato uomini privi di durata o fantasia.
Cerca di fare mente locale.
No, che ricordi lei, nessuno è mai arrivato a undici minuti.
Poi che ne sa questo Coelho? Non era uno scrittore tra il mistico e lo zen? Ah, ecco, gli ha fatto da cicerone una prostituta. Chiaro. I minuti erano undici solo per merito suo (suo di lei).

Direi che queste righe potrebbero giustificare la mia (prevenuta) diffidenza nei confronti del tanto osannato Coelho e dei suoi libri che sembrano destinati a cambiare la vita altrui.

È l’inizio dell’undicesimo capitolo di Lacrime di coccodrillo, opera prima di Valeria Corciolani, autrice ligure (evvài col campanilismo!) per l’esattezza tigullina. Romanzo che ho comprato pochi giorni fa dopo averlo sfogliato (come al solito) fra gli scaffali della libreria ed essermi reso conto di una simpatica caratteristica dell’inizio di ogni capitolo (caratteristica che da matematico avrei dovuto cogliere subito, ed invece ho notato solo dopo aver spulciato fino al capitolo sette) A quel punto credo che l’avrei acquistato anche si fosse trattato di un Harmony.

E no, non è un Harmony. È un simpatico romanzetto giallo rosa (oddìo, a dirla tutta c’è anche un bel po’ di marrone, e non solo nella copertina con le simil-charlie’s angels…) dai capitoli brevi e veloci. Molto odoroso di Liguria (e ri-vai col campanilismo: in certe pagine si sente l’odore di fügassa calda di forno) e –anomalia nelle mie letture, lo ammetto- decisamente “una scrittura femminile”, e non solo per la critica a Coelho appena citata di evidente partigianeria muliebre. 😉

I personaggi principali sono un trio di amiche, ovviamente incasinate quanto basta, invischiate in una storia più complessa di quanto sembri a prima vista fra il cadavere di un odioso tombeur de femmes, i cartoni animati di Disney e non solo, un giro di affari finanziari loschi e un comando di polizia un po’ sui generis. Con citazioni librarie (come il Coelho appena visto) e non (Jennifer Aniston, per dirne una: fra l’altro, anch’io concordo con uno dei personaggi che ritiene che Brad Pitt abbia fatto una fesseria…) Divorato e apprezzato in poco tempo.

Il sospetto che una delle tre semiprotagoniste (la mamma alle prese con due piccoli mostri adorabili pargoli) fosse un’autobiografismo è stato confermato da quanto narrato dalla neoscrittrice in un “incontro con l’autrice” svoltosi chez Feltrinelli a Zena: lo so, lo so, mi  ero ripromesso di non entrare più in quella specie di cattedrale consumistica, ma semel in anno… e poi avevo promesso di essere presente come tifoseria proprio alla protagonista dell’incontro che avevo contattato su Facebook per compimentarmi per l’idea degli incipit (okappa, anche perché come risulta evidente dalla foto in quarta è pure carina, che ci si aspetta da un vecchio satiro cinquantenne? 🙂 )

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2 commenti leave one →
  1. Giulio permalink
    17 maggio 12010 07:30

    Credo che te lo chiederò in prestito, se non altro perchè detesto Coelho e i suoi libri che come dici tu sembrano destinati a cambiare la vita altrui. I più grossi “pacchi” li ho presi proprio da questo genere di letteratura! Poi un libro che profuma di baxeico…………….

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  1. Letture – Due colonne taglio basso « I Sogni Ferrosi

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