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La Luna di Cirano e il Giove di Hal

25 novembre 12009

Una vigliaccata. Non posso definirla altrimenti. Aver messo di fianco al guardaroba del teatro una stanzetta adibita a succursale di libreria, con vendita di libri perlopiù di carattere teatral-artistico è una vera vigliaccata. Nei miei confronti, voglio dire. Per tacere il fatto che rimane aperta nelle sere di recita. Giusto quando vado a vedermi, che so, un Cirano un po’ eterodosso con Massimo Popolizio.

Un purchessia scaffale di libreria ha su di me, bibliodrogato ad uno stadio successivo a quello terminale, lo stesso effetto che può provocare una bottiglia di gin su un alcolista. Catastrofico, soprattutto per il portafoglio. Se poi anziché gin la bottiglia contiene armagnac, la fine è scontata.

E quella sera l’armagnac che mi son trovato davanti e che ho scolato in un sorso attaccandomi alla bottiglia (ovvero che ho comprato senza un minimo e decente istante di esitazione, e non voglio ricordarmi del prezzo, nonostante il minimo sconto elargitomi) è lo (scomodo, visto il formato) volume di 2001 Odissea nello spazio: dizionario ragionato, opera abbastanza recente di Giuseppe Lippi, attuale direttore di Urania (dopo un cursus honorum editoriale ben più che ragguardevole)

Ammetto che qualche occhiata stranita nel pubblico l’ho incrociata, vedere un Cirano portandosi dietro un simile testo difficilmente celabile non è esattamente il modo migliore per passare inosservati…

A casa, oltre a solluccherarmi (lo, so, il verbo non esiste, ma rende l’idea) fra le notizie più disparate sul cast (compresi i nomi di alcuni attori che interpretavano le scimmie nella prima parte), su quel folle di Kubrick e la sua famiglia, sulla storia e le varianti e i seguiti, su HAL 9000 (ovviamente!)… ritrovo, anzi trovo finalmente per esteso una cosa che da decenni avrei voluto leggere: le istruzioni per l’uso del gabinetto a gravità zero, presenti in una famosa breve scena del film. E che, come scopro sempre compulsando il “Lippi” avrei potuto trovare già in rete, ad esempio qui. Nel libro sono (anche) tradotte in italiano (per la prima volta?)

Fantastico. Da una settimana è il mio livre de chevet. E la sera mi addormento sorridendo. :mrgreen:

Ah, e Cirano?

Il cadetto guascone è da sempre uno degli dèi del mio Olimpo personale, inutile racconti di quand’ero al Palaqualcheccosa la sera di una decina di giorni addietro a sentire il buon vecchio Guccini facendo il coro (…io non perdono e tooooooccoooo) assieme a tutto il pubblico.

Popolizio e compagnia me lo han però presentato con vesti ottocentesche, tagliando abbondantemente qua e là scene e battute (tradotte comunque in rima), ogni tanto guittando un po’ con l’uso del dialetto e a parte forse la scena del balcone dove, lì sì, ho ritrovato il mio amico Rostand, confesso che non mi ha per niente entusiasmato, mentre il pubblico genovese col quale sono spesso in disaccordo applaudiva entusiasta, puranco le classi liceali presenti… bah! 😦

Oltretutto la giovine (e ovviamente carina) Roxanne prevista del cartellone, non so se per problemi di malanni stagionali e per altre cause (ho trovato in rete diverse critiche su questa mise en scène, che magari non ci andavan proprio giù duro come un maglio, ma riconoscevano comunque ben pochi meriti alla bionda giovinetta) era stata sostituita da altra attrice in gamba ma ben più matura in età, con ovvio e spiacevole effetto straniante, tacendo la delusione estetica per i miei lubrici occhi… 😉

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