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Berliner Bücher

26 agosto 12009

Con una maturazione tardiva, scatenata probabilmente anche dalle recenti telecronache dei mondiali di atletica, il lungo week-end trascorso a Berlino in luglio mi ha fatto non dico innamorare della città ma poco ci manca. Per cui mi sono preparato un monotematico e formativo scaffale di letture (scaffale in realtà virtuale, per ora la maggior parte dei libri abitano ancora nel cartone di iBS).

Berlin AlexanderplatzCronologicamente, dovrei cominciare con il Berlin Alexanderplatz di Alfred Döblin. Quando ne leggo il titolo (come mi accadeva in loco, ogni volta che capitavo ad Alex, il nome con il quale gli indigeni chiamano familiarmente la famosa piazza) un riflesso pavloviano mi fa scattare in testa la potente voce di Milva con l’omonima canzone di Battiato. Un tormentone che mi fa sempre stupidamente sorridere e perdere la concentrazione. Ma pare che il romanzo sia un vero capolavoro, ormai entrato a pieno titolo fra i classici del XX secolo, per cui dovrò sforzarmi di restare serio. Anche perché l’atmosfera del romanzo è a quanto pare espressionismo e anni Venti, insomma gli anni di Weimar. Roba spessa, insomma.

Noi, i ragazzi dello zoo di BerlinoOvviamente, avendo pernottato vicino allo Zoo, non potrò ignorare il famoso romanzo-intervista Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Christiane F., che non è più la tossica quindicenne della storia (belin se passa il tempo) ma è una signora quasi cinquantenne e non proprio esemplare, stando alle biografie: pare che la povera Christiane sia ricaduta più volte nella tossicodipendenza, e a poco è servita la fugace fama conseguente al libro ed al film (del quale ricordo solo spiacevoli scene, anche perché in effetti non è che di divertenti ce ne fossero poi tante).

BerlinPer prepararmi alla mia prossima visita nella città (perché ormai è deciso che devo tornarci, non so se già l’anno prossimo o se saprò resistere) oltre a rinfrescarmi la memoria con le guide turistiche e a perfezionare il mio tedesco men che basilare (come devo aver già detto, nonostante i limiti linguistici ho sperimentato che con le berlinesi è facilissimo attaccar bottone :mrgreen: ) leggerò con cura Berlin, che non è proprio una guida della città, e nemmeno un diario di viaggio, ma piuttosto una sorta di puzzle, di collage, di patchwork (oh, boja se mi viene in mente un termine italiano!) insomma una collezione di ricordi, luoghi e personaggi con i quali Eraldo Affinati, l’autore, disegna a modo suo un ritratto al tempo stesso storico, geografico, culturale ed umano della capitale tedesca. Prezioso anche per alcuni suggerimenti di visita non banali.

BerlinBerlin. La città del fumoHo già cominciato invece il corposo work in progress di Jason Lutes, opera a fumetti in più volumi (per ora due, pubblicati a distanza di anni): Berlin (titoli originali, fra tutti, vero?) Anche qui siamo in pieno nella Repubblica di Weimar, con l’affermarsi del fanatismo nazista e le represse manifestazioni socialiste, fra il ricordo dell’assassinio di Rosa Luxembourg e le manovre sotterranee della Germania per riformare i propri armamenti alla faccia del trattato di Versailles. Nel mezzo, le storie “di tutti i giorni” di una serie di personaggi, dalla bella studentessa di Belle Arti alla madre comunista che abbandona il marito, dal giornalista impegnato agli ebrei benestanti che confidando troppo nella patria teutonica non riescono ad aver sentore della catastrofe imminente. Ho cominciato il primo tomo, La città di pietra, e me lo sto centellinando, anche perché occorre leggerlo con calma.

Berliner ExpressRussendiskoPer alleggerire il carico, spero di sorridere un po’ con i libri di Wladimir Kaminer, russo emigrato a Berlino e dalla notevole produzione libraria, che racconta con (mi auguro) ironia la vita degli esuli sovietici in Germania. Per ora, sono pronti alla partenza i volumi Russendisko e Berliner Express.

Inoltre, sempre per esercitare il mio scarso tedesco e sempre per sorridere un minimo, mi affiderò ad uno degli ultimi acquisti folli fatti in una libreria di remainders vicina ad Alex, un corposo volume a colori (e venduto a men che metà prezzo, fattore che ha favorito l’acquisto) contenente esclusivamente vignette aventi per tema il buon vecchio Karl Marx. Titolo: Grüß Gott! Da bin ich wieder! Che a spanne significa “Grazie a dio eccomi ancora qua” Al momento le vignette senza parole 🙄 le ho capite quasi tutte… Grüß Gott! Da bin ich wieder!

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