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Brandelli

14 maggio 12009

libri4Niente di tutto ciò aveva a che fare con la mia scelta di come mascherarmi a Halloween. Io mi vestivo da barbone perché era facile: la barba disegnata sulle guance col carboncino, i pantaloni bucati, un cappello, una camicia troppo grande e una giacca sportiva macchiata di cibo e cenere. Togliendo il cappello, è esattamente così che mi vesto dal 1978. Per tutti gli anni Ottanta il mio look ha avuto un certo non so che da vagabondo, mentre adesso, accentuato dai denti giallognoli e dalle dita macchiate di nicotina, la parola che sento più spesso è “sciatto”. Se a Hugh chiedono indicazioni per raggiungere il più vicino bancomat, a me le chiedono per la più vicina banca del plasma.


David Sedaris
Barboni incravattati

tratto da

Quando siete inghiottiti dalle fiamme

la più recente antologi
a di Sedaris
pubblicata in Italia.
In questi giorni di depressione, incazzatura,
fascismo risorgente e papi dilaganti,
ho bisogno di sorridere, almeno quando leggo.
E con l’occhialuto e fumante Sedaris
si va abbastanza sul sicuro.

Ah, precisazione per i (purtroppo) tanti omofobi
che stanno uscendo dalle fogne ultimamente:
quel “
Hugh” citato nel brano
è il compagno dell’autore,
fatevene una ragione

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