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Brandelli

5 aprile 12009

libri4Come d’abitudine, appena entrata in casa venne a riceverla Zafferano, il gatto tigrato rosso, del cui nome le sue padroncine si sentivano estremamente orgogliose. Non si poteva dire lo stesso riguardo il sesso dell’animale, frutto di un errore imperdonabile. Lo avevano adottato quando ancora prendeva il biberon, con la ferma convinzione che fosse una femmina. Così, almeno, aveva assicurato loro l’anima caritatevole che lo aveva trovato abbandonato nei pressi di un canale. “È una gatta”, aveva insistito al fine di propinarglielo, “è femmina”. Non si resero conto dell’inganno, essendo lo strumento di dimensioni ridicole. Un mese dopo, quando scoprirono la protuberanza sotto la coda, quel batuffolo dorato che faceva capriole sul tappeto e saltava come una pallina da ping pong dietro qualsiasi oggetto in movimento, le aveva già stregate. Dopo aver riflettuto molto ed essere state sul punto di rispedirlo al mittente, decisero di adottarlo. Lo portarono dalla veterinaria, lo castrarono e sostituirono il profumato nome di Cannella con quello di Zafferano senza tradire le tendenze naturaliste della coppia.

Lola Van Guardia
(pseudonimo della scrittrice catalana Isabel Franc)
Pluma a doppio taglio
(secondo episodio di una divertente trilogia quasi esasperantemente lesbica dove il gatto Zafferano è l’unico maschio – pur coi suoi limiti – presente nel romanzo: non a caso si parla di una veterinaria…)

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