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Préparez vos VHS

27 marzo 12009

siparioDal Manifesto di oggi, una notizia dalla pagina spettacoli. A tarda notte, per carità, e con testi brevi perché hai visto mai uno poi ci prenda il vizio, ma sembra che torni il teatro in TV, e non con le solite bufale col gran nome di richiamo della star televisiva e poco altro. Speriamo sia un segno…

RAIUNO
Stanotte alle 2.00 con «In alto mare» di Mrozek

«Teatro in corto», si alza il sipario

Torna in Rai, per cinque settimane, il «venerdì del teatro» tradizione antica che diverse generazioni ammettono di aver avuto come formazione a quel linguaggio.
[nota del blogger: per dire un nome a caso,  il sottoscritto…]

Ovviamente aggiornato nei tempi e nelle possibilità offerte oggi dalla tecnologia, il teatro dei grandi autori del novecento arriva grazie a Rai Educational da stasera fino al 17 aprile, con una formula inedita.

Ogni puntata di Teatro in corto (ore 2.00, Raiuno) propone in trenta minuti un autore di quelli che hanno segnato, nel secondo dopoguerra, una svolta epocale. Un loro testo viene proposto non come semplice ripresa di messinscena, ma attraverso brani dello stesso testo, interpretati da giovani attori, messi a confronto con immagini reali, elaborazioni visive, commenti e riflessioni su quello stesso titolo. E soprattutto con immagini prodigiose ottenute dentro lo studio virtuale, ovvero la tecnologia capace di trasportare una ripresa «neutra» dentro una cornice di immagini significative. Che sono poi lecgrandi opere d’arte del ‘900. Il regista Sandro Vanadia ha puntato molto su quel mix di effetti e linguaggi, spesso messi a brusco confronto con esterni presi dalla nostra quotidianità più banale.

Teatro in corto si avvale infatti di riduzioni e adattamenti di circa dieci minuti, preceduti da rubriche capaci di trasportare il pubblico nel vivo delmondo teatrale.

Con interviste a gente comune Teatro in corto verificherà quanto il tematrattato da ogni opera è vicino alla realtà del vivere e del sentire quotidiano, mentre attraverso l’incontro con attori, registi, autori, critici e docenti, si procederà ad un approccio più «scientifico»all’opera e al suo autore.

Quanto allo spettacolo, se ne seguiranno le diverse fasi, con riprese degli attori nelle prove di lettura al tavolino e in scena, nello studio del personaggio e delle sue relazione, e nel rapporto con la scenografia. Infine, con una breve fiction, verrà raccontato con un altro linguaggio, il tema trattato nell’opera teatrale.

Per fare l’esempio immediato, in onda stasera, l’immagine prescelta è quella di un dipinto famoso di Edward Hopper, Rooms by the Sea, cornice appropriata per confrontarsi con In alto mare di Slavomir Mrozek.

Interpreti della piéce teatrale: Fabrizio Catarci, Bruno Governale, Jasmine Testa.  Attori della fiction: Enoch Marrella, Sarah Sammartino.

Lo scrittore polacco scrisse nel 1961 quel testo divenuto una sorta di manifesto non solo della cultura del suo paese, mauna denuncia universale delle condizioni di precarietà e abbandono dell’essere umano.

E dei processi degenerativi di quella condizione, tanto che uno dei tre naufraghi disperati, alla fine si dovrà «sacrificare» in favore degli altri due.

Il testo è stato molto rappresentato nell’ultimo mezzo secolo (anche in Italia, dove se ne contano diverse decine di edizioni).

Le altre opere scelte per questa prima serie di Teatro in corto saranno Delirio a due di Eugene Ionesco, Ricorda con rabbia di John Osborne, Il guardiano di Harold Pinter, Finale di partita di Samuel Becket

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