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Basta guardarla

8 marzo 12009

uomo sedutoDa un vecchio cassetto polveroso.
Gli faccio prendere un po’ d’aria, anche se forse era meglio restasse al chiuso.

Capelli corvini sciolti sulle spalle, un viso ovale praticamente perfetto e leggermente abbronzato, corpo da cattivi pensieri fasciato in un completo quasi sadomaso di pelle (nera, of course). Gli occhiali da sole, poi, completano degnamente l’immagine da dark lady. Non si può certo dire che passi inosservata.

E infatti qualcuno la osserva, anche nel deserto dell’happy hour. Qualcuno che si è accomodato al tavolo e non sembra intenzionato ad alzarsi dalla sedia tanto presto…

«Ma sei sicura che non ci siamo già visti al Patchouli

«Non sei molto originale, eh? E comunque, non credo che frequentiamo gli stessi locali.»

«Ooohh, ma perché sei così cattiva con me? Non crederai mica che io sia uno dei soliti pappagalli che importunano le donne sole, vero?»

«Chissà come è potuta venirmi in mente una simile strana idea, vero?»

«Eh, eh, eh! Mi piacciono le ragazze come te…»

«Invece a me i ragazzi come te non piacciono proprio…» E nel dirlo, la bellissima si sfila gli occhiali e fissa l’importuno coi suoi brillanti occhi grigi.

«Wow, che occhi fantastici! Non dovresti portare gli occh…» Non riesce a completare la frase. Un freddo glaciale gli attraversa il corpo, i muscoli si irrigidiscono e la vista si annebbia; l’ultima immagine che se potesse ricorderebbe sono quegli occhi grigi dai quali non riesce a staccare lo sguardo.

E in poco tempo come quegli occhi diventa grigio: una statua di pietra il cui peso fa cigolare sinistramente la sedia metallica.

Il barista si avvicina al tavolo e si ferma a guardare quello che poco prima era un suo cliente. Si rivolge alla bella, che nel frattempo ha di nuovo indossato gli occhiali.

«La prossima volta che vuoi liberarti di un corteggiatore, potresti almeno aspettare che mi abbia pagato…»

«Oh, Perseo, non fare il seccatore. Offro io il drink alla bella statuina, contento? Metti tutto sul mio conto.»

«Non dire fesserie, Medusa, tanto lo so che non mi pagherai mai… Piuttosto, mi dici questo dove lo metto adesso?»

«Perché non lo lasci stare dove si trova? Potrebbe diventare l’attrazione del locale. Se li avessi tenuti tutti, ormai ne avresti uno per ogni tavolo, e forse saresti riuscito a rendere interessante questo locale così ordinario…»

«Sì, poi me la pulivi tu la sala con tutti i tuoi amichetti da mezza tonnellata sparsi in giro? Lascia perdere, carina, e ringrazia che in questo locale così ordinario ho pensato io a togliere tutti gli specchi… Alle volte mi chiedo cosa diavolo hai in quella testa…»

«In testa? Serpenti, non te ne ricordi più?»

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