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Xocoatl Christi

29 novembre 12008

MySweetLordCristo mio, quanto saporiti e deliziosi
appaiono gli occhi tuoi per chi ti ama

Affermazione che non poteva essere d’altri se non di quella divina infoiata che fu Teresa d’Avila. Appropriata per riferire di un paio di notizie consimili, però fusesi insieme in modo un po’ bizzarro.

Tempo fa, nella primavera del 2007, per la precisione durante la Settimana Santa, in una galleria d’arte di New York venne esposta una scultura intitolata My sweet Lord. Il dolce Signore era nella fattispecie un Cristo crocefisso a grandezza naturale (senza la croce), con le sante pudenda esposte (!) e interamente fatto di cioccolato (!!)

L’opera, dell’italiano Cosimo Cavallaro, provocò curiosamente le ire dei prelati USA (vuoi per le pudenda, vuoi per il cioccolato, vuoi per la mancanza della croce, vuoi per il luogo e il periodo inappropriati… c’era l’imbarazzo della scelta) che urlarono allo scandalo scatenando contro la galleria d’arte la versione cattolica di una vera e propria fatwa; il proprietario della galleria, bombardato da telefonate e mail di indignazione si dichiarò (marpionescamente?) stupito di tale reazione, affermando che la scelta del periodo della Settimana Santa per l’esposizione dell’opera d’arte era dovuta ad una serie di coincidenze e non aveva alcun intento provocatorio. 🙄

SweetLord

Dissolvenza. Frank Oynhausen, tedesco specializzato in delikatessen, ha l’idea di vendere un Gesù di cioccolato giustificandolo con un ritorno alle tradizioni, sostitutivo dei profani conigli pasquali o dei babbi natale che nulla hanno più del san Nicola originale. Il nome della prelibatezza è, nuovamente, Sweet Lord
Il dolcetto non è uno scherzetto, almeno come prezzo: 15 euri per un etto di cioccolata, sia pure di qualità e (stando alla descrizione nel sito) lavorata a mano.

Le due notizie si fondono (riguardando la cioccolata, mi sembra naturale) in una sola, ma nella fusione si forma qualche grumo: in rete si legge la notizia di una pasticceria tedesca che vende crocifissi di cioccolata. E come tale viene riportata un po’ qua e un po’ là fra i siti (vabbè, confiteor, anch’io ho spedito una mail alle mie vittime preferite citando questa versione della storia…) generando forse l’embrione di una futura leggenda metropolitana: purtroppo, i cioccolatini a forma di crocefisso non esistono.

Nessuno pensi però che Sancta Mater Ecclesia abbia taciuto: pur non scagliando anatemi contro il pasticcere tedesco, si permette un ardito e velenoso calembour: l’idea del Cristo in cioccolata sarebbe priva di gusto…

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