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Ferragosto caotico

16 agosto 12008

Dovevo farlo da tempo. Ho un paio di stanze da vuotare e (si fa per dire) riordinare, con gli armadi ancor pieni di vecchi vestiti dei miei, morti ormai da alcuni anni. Niente commenti, grazie; ognuno metabolizza il lutto coi propri ritmi. Il risultato è che finora avevo (e ancora per qualche tempo avrò comunque) le mie cose ammassate per la stanza, in un’entropia materiale di vestiti, libri e altro. Per fortuna, non ci sono colonie autoctone di animali più o meno schifosi, probabilmente per la mancanza totale di ossigeno fra i cumuli. A parte una famiglia di trilobiti domiciliati sotto l’armadio e risalenti al Cambriano superiore (sì, era da un po’ che dovevo mettere ordine)

Pessima idea quella di utilizzare le ferie d’agosto per cominciare il riordino. A parte il poco edificante pensiero di sentirsi l’unico fesso al di sotto dell’età pensionabile chiuso in casa a Ferragosto, il muoversi e chinarsi in uno spazio ristretto spostando masserizie a destra e manca provoca una sudorazione degna di una sauna. E il generarsi di una sequenza di bestemmie che per fortuna non hanno pubblico, nonostante la finestra aperta, grazie alle fughe estive degli altri condòmini. O almeno così spero: se alla prossima riunione di condominio la vecchia del piano terra si farà il segno della croce al mio passaggio, capirò che non tutto il palazzo era deserto.

L’impresa sembra veramente al di là delle possibilità umane. Dopo tre pomeriggi passati in camera sembra che abbia appena cominciato. Ora la stanza è “soltanto” caotica oltre ogni limite umano concepibile. Eppure ho portato via almeno una dozzina di sacchi pieni di vestiti vecchi o di rumenta varia  che ho cercato pure di differenziare, quando capivo di che cacchio si trattasse.

Per fortuna ho ritrovato nelle montagne di oggetti ammassati un paio di jeans dati per dispersi tempo addietro. Nonché una dozzina di euri in spiccioli (e sessanta lire ormai inutilizzabili)

Dalle trivellazioni geologiche ho ritrovato anche alcuni libri che avevo ormai ricomprato pensandoli inghiottiti in una falla del continuum. O dimenticando di averli già acquistati, e non so quale delle due motivazioni appaia più preoccupante.

Il trilobita più anziano ne aveva approfittato per leggersi l’antologia di Tutti i robot di Asimov (uno degli ahimé doppioni) e mi ha chiesto se avevo altro dello stesso autore; gli ho detto di cercare nel salotto, ma mi ha rivelato che non intende azzardarsi nell’impresa: i suoi nonni gli raccontavano storie orribili sulla fauna di quella stanza. Non stento a crederlo, è la seconda che devo riordinare e lì la situazione è ancora peggiore che nella camera.

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