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The dark knight

24 luglio 12008

Occhèi, lo confesso: ieri sono andato a vedere il nuovo film di Batman, il giorno dell’uscita nelle sale. Ognuno ci ha le sue passioni, e io sono uno sfegatato fan del cavaliere oscuro. Per cui anche se dicessi (come in effetti faccio) che il film è bellissimo, immagino di non dare l’impressione di essere oltremodo obiettivo. Pazienza. Però questo The dark knight è bello sul serio… 😉

A parte il doppiaggio, che ha messo in bocca al nuovo Joker (una prece per il grandioso e povero Ledger, andrà a finire che gli daranno l’Oscar alla memoria) la stessa voce di Giancarlo Giannini che doppiava il Joker-Nicholson nel Batman di Tim Burton, niente da criticare. Nonostante la forse “minore fedeltà” al fumetto, vuoi nelle rappresentazioni dei grands vilains, vuoi nelle dinamiche delle loro storie. E va benissimo così, anzichè un fumettone si tratta di un bel film d’azione vero e proprio. La qual cosa mi porta vieppiù a stupirmi del pubblico di ieri.

Sono andato alla prima proiezione nel multisala più vicino, una semipomeridiana, roba tipo le sei e mezza. E quello che mi ha colpito è stata la massiccia percentuale, fra il non eccessivo pubblico presente in una mezza dozzina di file neanche troppo piene, di bambini in età spesso prescolare. Mettici due ore e mezza di film, aggiungi le pubblicità iniziali, fanno tre ore in sala. E hai voglia a tenere un bambino tranquillo per tutto quel tempo, anzi un tot di bambini. Per un film che, come ho accennato, non è il solito “cartone animato fatto con le persone vere” (definizione ascoltata tempo addietro)

Mi si conceda una menzione d’onore per l’anonimo giovinotto che ha avuto il coraggio di accompagnare alla proiezione uno sciame di ben SETTE infanti ambogeneri che curiosamente lo chiamavano tutti “zio”. Famiglia numerosa, evidentemente.

A dirla tutta sia i sette, sia gli altri marmocchi si sono comportati dignitosamente (evidentemente il film, alla faccia di quel che ne posso pensare io, garba anche ai babanetti), a parte qualche attimo di entropia totale durante l’intervallo e una dissertazione sulle Winx che mi sono trovato costretto a seguire (avevo le due miniesperte proprio alle spalle nella fila dietro)  mentre sullo schermo uno stanco Bruce Wayne confessava i propri dubbi al maggiordomo Alfred. (Michael Caine è perfetto come Alfred, anche senza baffi 🙂 , peccato che a mio parere Christian Bale sia un po’ troppo basso per essere il pipistrellone playboy…)

Occorre segnalare che all’uscita “zio” aveva comunque un’aria sofferta e provata.

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