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Un’altra zingarata

21 maggio 12008

Mi si conceda di copiare, per una volta: sfrutto un post altrui (tratto dal blog della gentile signora Paniscus – sì, in realtà è il nickname… beh, almeno spero! 😀 ) che dice assai meglio di come potrei fare io, quel che penso sul nuovo caso (catanese stavolta) di zingari rapitori.

Smontando pure il racconto dei fatti così come è stato esposto dalla madre-vittima (?) secondo l’ANSA:

CATANIA – Due rom, un uomo e una donna, che avrebbero tentato di sequestrare una bambina di tre anni in un centro commerciale di Catania sono stati arrestati dalla polizia allertata dalla madre, moglie di un ispettore, che si è accorta di quanto stava accadendo. L’episodio è avvenuto giovedì scorso ma è trapelato soltanto oggi dopo la convalida da parte del Gip, che ha emesso un ordine di custodia cautelare per violenza privata e tentativo di sequestro di minorenni. Secondo quanto ricostruito dalla Questura di Catania, la donna si trovava con la propria figlia nel centro commerciale quando è stata avvicinata da una rom che la ha chiesto l’elemosina, ma la signora l’avrebbe allontanata. Poco dopo la donna avrebbe visto la zingara e un altro rom che stavano per sollevare sua figlia dal carrello della spesa, sul quale la piccola si trovava. La madre della bambina si sarebbe accorta dell’accaduto e avrebbe chiesto aiuto e i due sarebbero fuggiti. Gli altri clienti non si sarebbero accorti dell’accaduto. La madre della bambina ha subito chiamato al cellulare il marito, un ispettore di polizia, che a sua volta ha allertato la centrale operativa. Sul posto sono intervenuti agenti dell’ufficio distaccato di San Cristoforo che hanno arrestato i due sospettati, e oggi il Gip ha convalidato il provvedimento restrittivo.

A questo punto, riporto solo una parte delle considerazioni del post di Paniscus, ma invito a leggerlo nella sua interezza:

Ragioniamo un attimo e mettiamo insieme il mosaico: la madre della bambina allontana la zingara. Dopo averla appunto allontanata, si accorge inopinatamente che questa sta per sollevare la bambina dal carrello. Chiaro, non che l’abbia sollevata: la sta per sollevare.

Ora, se le norme della grammatica hanno ancora qualche certezza – dato che per quelle della fisica non se ne parla – i casi sono due:

– o la snaturata mamma siciliana, allontanando la zingara, già che c’era ha allontanato anche la propria figlia e non se n’è accorta (magari ha respinto violentemente la minacciosa seccatrice proprio lanciandole il carrello contro a mo’ di ariete, con bambina e tutto);

– oppure la zingara le era ormai lontana, mentre la bambina era vicina, e quindi, banalmente, rapitrice e vittima erano distanti tra di loro. E non solo il gesto del sollevamento non poteva avvenire, ma non può essere stato nemmeno accennato in maniera riconoscibile. A favore di questa ipotesi giocherebbe il dettaglio che nessuna delle altre persone presenti, evidentemente tutti comuni mortali non dotati di poteri medianici, l’abbia notato.

Se io fossi la persona ignobile che sono, penserei anche che un marito ispettore di polizia potrebbe dare una mano per colorire il racconto, ma come dico sempre, per fortuna non sono talmente ignobile da pensare certe cose…

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