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Il libro del Porcellino

20 maggio 12008

Wo bitte geht's zu Gott?Il titolo completo è Wo bitte geht’s zu Gott?, fragte das kleine Ferkel ovvero, tradotto a spanne, Scusa, dove si trova Dio?, chiese il Porcellino. Un libro per bambini che avvicina all’ateismo…

Ci ho messo settimane a leggerlo, visto che col tedesco non me la dico tanto, ma grazie ai dizionari, un po’ di Babelfish, e il fatto che nel libro ci sono le figure (beh, è un libro per bambini…) bene o male sono riuscito a farmi un’idea un po’ più precisa della storia. Che avrà ben poche possibilità di essere tradotta in Italia. E che anche nella natìa Germania ha provocato qualche scossone, tanto da meritarsi una pagina dedicata nella Wikipedia tedesca (no, mi spiace: questa non la traduco: non ci sono le figure… 🙂 ) comprendente alcuni paragafi dedicati alle reaktionen suscitate dal libro, da quelle dei media a quelle religiose, accademiche, culturali e politiche. Mi pare di ricordare infatti che ne venne richiesto il ritiro dalle librerie, e che qualche giornalista israeliano accusò il libro di antisemitismo. Tutti i parafernalia delle grandi occasioni, insomma.

Ecco quindi per sommi capi e per come l’ho capita io 🙂 la storia raccontata in quello che ormai nei paesi germanofoni è chiamato (per antonomasia) das Ferkelbuch ovvero il libro del Porcellino

Allora, si comincia con il Porcellino e il Porcospino belli felici che sguazzano ridendo nella loro vasca da bagno (insieme nella vasca: e in Germania forse no, ma scommetto che da noi i puritani del MOIGE -chiedo scusa per il termine- avrebbero già qualcosa da obiettare)

Uscendo, scoprono che qualcuno ha affisso un manifesto sul muro della loro casetta (lo so, tutti questi diminutivi e vezzeggiativi sono leziosi e danno un po’ la nausea anche a me: ma sebbene scritto da un ateaccio materialista, è pur sempre un racconto per bambini) e sul manifesto c’è scritto «Ti manca qualcosa se non conosci Dio»

Incuriositi, dato che nessuno dei due sa chi sia questo «Dio», il Porcellino e il Porcospino si mettono alla ricerca, ponendo a tutti gli animali la fatidica domanda del titolo «Scusa, dove si trova Dio?» Ma nessuno ha mai sentito parlare di questo Dio.

Unica risposta viene loro dalla Volpe che ricorda di aver sentito degli uomini che parlavano di un tale Dio, sulla montagna. Ringraziando (faccio notare come Porcellino e Porcospino si mostrano molto educati per tutto il libro) i due salgono in cima alla montagna (nelle illustrazioni si nota che c’è una larga strada, non si tratta di un’arrampicata in stile Messner) nonostante la Volpe abbia consigliato loro di lasciar perdere la gente che vi abita.

Sulla cima della montagna, in realtà un altopiano, si trovano tre grandi edifici ovvero una Sinagoga, una Chiesa e una Moschea. Recandosi a turno in ciascuno dei tre edifici, i due animaletti incontrano nell’ordine un Rabbino, un Vescovo e un Muftì. Ad ognuno dei tre monoteismi sono dedicate tre pagne, con equa suddivisione.

Per l’Ebraismo, davanti ad un Rabbino che parla del terribile Diluvio Universale mandato da Dio perché gli uomini si erano messi ad adorare degli Dèi inesistenti, il Porcellino e il Porcospino si allontanano intristiti pensando alla la sorte dei poveri bambini innocenti affogati nel diluvio.

Davanti al Vescovo che parla di Sangue, del Sangue di Cristo che ha lavato i nostri peccati (al che il Porcospino nota «Ma io credevo che per lavarsi ci volesse il sapone») il Porcellino si mette ad assaggiare le ostie, sputandole disgustato quando gli viene detto che sono il Corpo di Gesù («Ma questi sono cannibali!!!»)

Infine, col Muftì che spiega loro che devono lavarsi e pregare cinque volte al giorno se non vogliono finire arrostiti all’inferno, perché così ha detto Dio, i due, con un infantile scarsa voglia di lavarsi, si mostrano vergognosamente scettici chiedendo «Ma chi ci assicura che non si è inventato tutto Maometto?» provocando una crisi di pianto del musulmano.

Su un disegno che mostra i tre santi uomini (Rabbino, Vescovo e Muftì) litigare fra loro, il Porcellino e il Porcospino si allontanano e tornano a casa, giungendo alla conclusione che l’unica cosa che mancava loro quando non avevano sentito parlare di Dio era la paura. E pensando che se anche Dio esistesse, di sicuro non abita in nessuna delle tre case da loro visitate, i due correggono il manifesto sulla casa cancellando semplicemente il “non”, ottenendo la morale «Ti manca qualcosa se conosci Dio»

Si aggiunga per sovrammercato, a quanto ho mal raccontato finora, una pagina che riporta una serie di personaggi umani, di varie razze, sesso, età e fisico (compresi Rabbino, Vescovo e Muftì) disegnati tutti nudi e sorridenti, “scimmie nude” come siamo tutti, sotto una filastrocca che schernisce le religioni come un “Abracadabra” putrefatto; si comprende così perché il libercolo dai bei disegni colorati abbia sollevato un tale polverone e provocato un caso editoriale e internazionale…

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3 commenti leave one →
  1. 28 gennaio 12009 05:06

    Il libro è stato pubblicato in Italia dalla ASTERIOS EDITORE.
    Vi lascio il link: http://www.asterios.it/libri/2009/schmidt_nyncke.php

  2. 28 gennaio 12009 05:11

    lietissimo di saperlo :mrgreen:

Trackbacks

  1. Il libro del Maialino « I Sogni Ferrosi

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