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La strega e la beghina

16 maggio 12008

Maria Gaetana AgnesiRicorre oggi l’annniversario della nascita di una delle rarissime donne passate alla storia della matematica, per sovrammercato pure italiana (anche se nel 1718, quando nacque a Milano, la si sarebbe definita cittadina austriaca): Maria Gaetana Agnesi. E che dimostra ancora una volta quanto la religione sia stata dannosa per le scienze.

Nata in una famiglia “bene” e facoltosa, mostra fin da bambina un’intelligenza pronta, con una predisposizione alle lingue e alla matematica; pubblica le Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana, dove riesce a presentare, in maniera chiara, lo stato dell’arte della matematica del tempo, in pieni fermenti infinitesimali e analitici. Nelle stesse istituzioni espone i propri studi relativi ad una curva già conosciuta in precedenza, ma solo da lei studiata a fondo. Tant’è che ormai la curva si chiama Versiera di Agnesi. E per uno strano gioco di errori di traduzione, religiosità e approssimazioni è conosciuta nei testi di lingua inglese come witch of Agnesi ovvero strega di Agnesi.

Curioso contrappasso, che una delle studiose più beghine sia ricordata per una strega. Già perchè la Maria Gaetana più che la scienziata, fin da bambina avrebbe voluto fare la monaca. Invece il sciur Agnesi la sfruttò pesantemente, portandola in giro ad esibirsi come petite savante finché rimase fanciulla; e una volta anziano la sfruttò ancora come badante a costo zero.

Ma appena il vecchio lasciò questa valle di lacrime, Maria Gaetana si affrettò a cedere le proprietà e a vivere se non proprio da monaca (non prese i voti), da pia donna, assistendo i poveri. Passando alla storia come benefattrice, ma beccandosi pure per ricompensa non so quale malanno che la portò alla tomba.

Per carità, nobile occupazione la beneficenza: ma era proprio il caso di buttare tutto il resto alle ortiche, anche gli studi matematici, al punto di rifiutarsi anche di parlarne quando le chiedevano qualche consulenza, per esempio sugli scritti di un giovanotto che si stava facendo le ossa, un tale Lagrange?
Da qui la mia atea e scientifica riprovazione…

Nota: conoscevo già per sommi capi la storia della Agnesi, ma alcune precisazioni le ho avute da una simpatica webzine matematica che si trova qui (per l’esattezza, io ho consultato il numero 112) e i cui estensori hanno pure, a partire da questo mese, una colonna sulla rivista Le Scienze. E scusate se è poco.

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