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per non dimentiCarlo

20 luglio 12017

soprattutto in questi giorni
di restaurazione e colpo di spugna
per tutti i carnefici del 2001,
grazie anche all’ipocrita nuova legge sulla “tortura”

Gojira, Girls & Georges

11 luglio 12017

Dopo aver passato un piacevole weekend allungato di quattro giorni per spezzare la noja con un viaggetto tedesco, stamani (anzi, ormai ierimani) Berlino mi ha salutato piovendo, e mica poco.

Per cui, stufo del temporale, sono andato in aeroporto in colossale anticipo sul necessario. E lì, la gentile (e secondo me materassabilissima) quarantina addetta al check-in è riuscita a trovarmi un posto per il volo precedente fino a Monaco. Perché c’era il serio rischio che il mio volo per Monaco finisse cancellato per il maltempo avanzante. La ringrazio e scappo per il boarding di lì a dieci minuti.

Taccio delle figure alla dogana raggiunta di corsa (spiccioli per terra, il metal detector che continuava ad accusarmi anche quando l’unico metallo che avevo indosso era il ferro nel sangue, cose così) e del come la bionda e giovine hostess Lufthansa, vedendomi sull’aereo accaldato come una stufetta e gocciolante come un rubinetto aperto, mi abbia portato subito un bicchier d’acqua e bottiglia annessa per eventuali rabbocchi prima ancora che mi sedessi.

A Monaco, dove son stato in attesa a lessare per quattro ore (perché intanto, giusto per il maltempo, anche l’aereo che doveva portarmi a Genova è partito con un’oretta di ritardo) mentre andavo con calma al gate, una ragazza che correva ahimé nella direzione opposta mi ha urlato “I love your t-shirt, Godzilla!” appellativo che meritavo non solo per la stazza e l’agile andatura in quel momento dimostrata, ma perché era proprio il buon vecchio Gojira che faceva bella mostra di sé sulla maglietta -ormai sudata oltre l’inverosimile- di oggi.

Insomma, alla fin fine rientro a casa poco dopo mezzanotte e se nessuno dei vicini ha chiamato la buoncostume per i versi che ho emesso durante la tanto agognata doccia, vuol dire che erano tutti in vacanza.

Come sigla del mio rientro umido e caldo da Berlino non carico Alexanderplatz di Milva o Lili Marleen magari con la Marlène, ma -mi sembra il caso- la canzone Les Passantes del caro vecchio Georges Brassens

Un palio lungo come il collo della Giraffa

2 luglio 12017

L’ultima volta che han rimandato il Palio al giorno successivo, mi pare fosse negli anni 90, c’era a Siena il fratello di una mia amica che ormai aveva il biglietto per il rientro l’indomani e tornò a Genova incazzatissimo: ore sotto il sole e senza neanche vedere il Palio…
E oggi ci siamo andati di nuovo vicini.

Tornasol, vero protagonista del Palio di luglio di quest’anno. Cavallo giovine, assegnato alla Tartuca, al primo Palio e costretto dal maltempo dei giorni scorsi ad entrare in piazza praticamente senza aver fatto prove, era evidentemente nervoso, nervosissimo, e non ha avuto nessuna intenzione di entrar fra i canapi, tenendo Siena, il TG2 e una buona fetta della popolazione televisiva (scrivente compreso) in attesa per oltre un’ora (al netto di un quarto d’ora di silenzio del segnale televisivo che ho occupato inviando alcune maledizioni, mai superflue, all’inutile e pernicioso Gasparri “autore” della legge sul digitale terrestre)

Dopo la sofferta decisione di non far correre il cavallo (intendo Tornasol, non Gasparri) per evitargli rischi e quindi tagliando fuori la contrada della Tartuca, con una mossa velocissima finalmente son partiti tutti. E fin da subito ha preso la testa la Giraffa, che ha lottatao -anche con una certa asprezza- con la nonna Aquila fino alla fine.
La cronista Rai, contradaiola proprio della Giraffa, ha commentato con una voce e con un entusiasmo orgasmico tale che mi permetto di invidiare vivamente chi occuperà l’altra metà del suo letto stanotte.
Incidentalmente, il fantino Jonatan Bartoletti detto Scompiglio ha fatto la tripletta: è il terzo palio consecutivo che vince, dopo aver regalato il cappotto l’anno scorso alla Lupa.

Cinquantasette anni dopo

29 giugno 12017

Mentre il mondo e la città sembrano andare a carfagne

Liguria Pride 2017

28 giugno 12017

Pride 2017
Sabato, per dimenticare le amarezze.

Che se oggi e domani piove come dicono,
stavolta non sarà nemmeno una torrida esperienza…
beh, almeno come meteo, intendo 😀

Drappellone di luglio

27 giugno 12017

S’è fatto di nuovo quel periodo dell’anno che le pinte di sangue toscano hanno il sopravvento (figuriamoci poi quest’anno che la parte genovese vuole sprofondare e nascondersi dopo l’elezione del sindaco parafascista…)

Domenica non avrò nemmeno bisogno di trovare una scusa per scappare dall’ufficio a qualunque costo per seguire la diretta TV. Che poi in realtà la lascio in sottofondo mentre mi preparo la cena finché c’è la tiritera degli inviati che devono riuscire ogni anno a fare un documentario vagamente interessante dicendo sempre le stesse cose ma cercando di dire qualcosa di nuovo (bell’impresa…)

Poi si apre quel portone, escono i cavalli, e prende il comando il mio cervello rettile; resto inebetito a seguire le scene di un rito che in fondo neppure mi riguarda, manco tifo per una contrada o per l’altra… ok, c’è lontana la radice di quel paese, Frosini, col castello dei templari poco distante da Siena che evidentemente cela le lontane origini della mia famiglia, ma alla faccia del richiamo ancestrale sarebbe…

Spero si vorrà ammettere con me che stavolta la Madonna di Provenzano (simpatica opera dell’artista senese Laura Brocchi) ha un’aria un po’ più sbarazzina del solito… vagamente e bonariamente “da schiaffi” se posso permettermi  (e considerando le bestemmie che tiro di solito -anche lì devono essere i litri di sangue tosco a parlare- direi che posso)

Drappellone luglio 2017

Commento politico

26 giugno 12017

#Montagbegeisterung

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