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La difesa della razza

7 dicembre 12017

 

SADE

cantante, compositrice

madre britannica,
padre nigeriano

KAY RUSH

giornalista, scrittrice

madre giapponese,
padre svizzero-tedesco

HALLE BERRY

attrice

madre anglotedesca,
padre afroamericano

KRISTIN KREUK

attrice

madre sino-indonesiana,
padre olandese

 

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Bibliovoyeur – Utopies réalistes

16 ottobre 12017

il-più-grande-uomo-scimmia

Rutger Bregman

Utopies réalistes

ed. Seuil

Traduzione di Jelia Amrali

Autobus linea 1, Genova, verso le 8 di mattina

Femmina, 40 (?), occhiali da sole spostati sulla testa, foulard bianco a trama grossa, forse canapa (francamente sembra una picaggia da cucina) camicetta bianca, pantaloni blu, sandali “con gli occhi”, nel complesso elegante. Carica di borse, compresa una probabile custodia per PC portatile.

Notevole il fatto che legga un saggio che, sebbene definito “stimolante e appassionante” in rete, non so se io sarei in grado di affrontare a quest’ora (e di lunedì!), anche s eammetto che mi interessa, presenta delle idee “rivoluzionarie” come una settimana lavorativa di 15 ore…

Curioso il fatto che sia l’edizione francese del saggio, originariamente in inglese e comunque tradotto in italiano credo da Feltrinelli. Forse la lettrice è un’insegnante della lingua gallica. O più probabilmente un’interprete, col PC portatile…


Brandelli

14 ottobre 12017

libri4La seconda storia riguardava proprio lui Beonio, e in fondo non aveva niente di misterioso, ma era di un paradosso senza uguali.

Beonio Brocchieri va a Lourdes per un’inchiesta giornalistica e lassù, nella contrada dove i paralitici camminano, le piaghe si cicatrizzano, i dolori scompaiono, egli cade in una buca e si rompe una gamba.

Ebbene, la sua infermità, assolutamente irregolare e abusiva nella terra delle guarigioni, non poteva essere presa sul serio.

Di medici ce n’erano a decine, di infermiere a centinaia, di stampelle a migliaia, ma tutto, medici, infermiere, stampelle, era destinato ai pellegrini sospinti dalla fede, non a un bracconiere del dolore come lui.

Morale, dovette farsi caricare di peso su un treno e sbarcare a Tolosa.

Dino Buzzati
I misteri d’Italia

Antologia di articoli scritti dal buon vecchio Dino che quasi fanciullescamente cercò e trovò il paranormale fra i maghi, fattucchiere, fantasmi e similari della nostra penisola negli anni ’60 -ovviamente non manca quel grand’imbroglione carismatico che fu Rol, del quale Buzzati ingenuamente rivela un trucco definendolo “scherzo”

Questo brano, tratto dall’articolo “Il veggente prende un granchio sulla data della propria morte” mi piaceva ovviamente per il riferimento alla santa truffa di Lourdes, e per il paradosso di un malato che non può essere curato in terra di guarigioni miracolose…

undici settembre 1973

11 settembre 12017

Inezie di viaggio: Ljubljana, il più grande poeta sloveno

31 agosto 12017

Ljubljana, la statua di France Prešeren, poeta sloveno (è suo il testo dell’inno nazionale “Zdravljica”, Il brindisi)

Il suo capolavoro è una raccolta di 14 sonetti (“Sonetni venec”, ghirlanda di sonetti) dove l’ultimo verso di ogni sonetto richiama il primo del sonetto successivo, e i primi versi dei 14 sonetti formano il 15° sonetto della raccolta; dove, per finire, le lettere iniziali dei versi di questo 15° sonetto formano il nome della donna da lui amata, Julija Primic che pare non se lo sia filato di striscio manco una volta neppure per sbaglio.

Se notate che le lettere del nome non sono 14 è perché non sapete che in sloveno i nomi e i cognomi si declinano: l’acrostico esatto è PRIMICOVI JULJI che credo sia una roba tipo “per J.P.”

Una via di mezzo fra il giovane Werther e Stefano Bartezzaghi, insomma.

Pedanteria finale e sfoggio di nozionismo: mi corre l’obbligo altresì di far notare a margine che lo sloveno, oltre alla declinazione dei cognomi, ha anche i classici tre generi maschile-femminile-neutro, sei casi nella declinazione dei sostantvi, un lessico del tipo “compra una vocale” (esempi: trg=piazza, hvala=grazie, zajtrk=colazione, odprto=aperto ecc.) e last non least non si accontenta di distinguere fra singolare e plurale ma comprende anche il duale (esempio: ena riba=un pesce, dve ribi=due pesci, tri ribe=tre pesci) caratteristica della quale i linguisti sloveni vanno pure fieri.

Inezie di viaggio: Heidelberg, la scimmia del ponte

28 agosto 12017

Come ho abbondantemente smenazzato sui social, in agosto ho fatto una breve vacanza recuperando la memoria di due luoghi dai quali mancavo più o meno da una trentina d’anni.

Uno di questi era Heidelberg, sede della più antica università tedesca, dominata dai resti di un vecchio castello che le regala belle cartoline.

Heidelberg

Nel nebbioso Lete della memoria (son passati solo 36 anni…) la ricordavo quasi come un paese fra i boschi. Ho ritrovato una metropoli, propaggine della colossale Mannheim poco distante. Ma per fortuna il centro storico mantiene il suo fascino. Infatti, sebbene ignorata dagli italiani, è una meta assai frequentata dal turismo “interno” tedesco, nonché da quello dei vicini francesi e -per motivi che ignoro- da quello coreano.

alte BrückeOltre al castello, uno dei luoghi cult è l’alte Brücke, il ponte vecchio sul fiume Neckar. Particolarmente, la Brückentor, la porta di accesso al ponte.

A destra della quale si trova una di molto fotografata scultura, opera del tedesco Gernot Rumpf, i cui simpatici bronzi adornano molte città in Germania. (nonché una fontana leonina a Gerusalemme)

La statua in bronzo è una sorta di rifacimento in chiave moderna di una antica statua presente nello stesso luogo, con analoghe caratteristiche, risalente almeno al XV secolo e scomparsa ahimè durante le Guerre di Successione del Palatinato alla fine del XVII secolo. Nel 1977 l’associazione Alt-Heidelberg ha indetto un concorso per una ricostruzione moderna dei ponti, e nel 1979 l’opera vincitrice di Rumpf ha fatto la sua comparsa.

Brückenaffe Ed eccola, la Brückenaffe, la scimmia del ponte.

Si tratta di un mandrillo, in ricordo di quello ospitato un tempo nel castello; ha la testa cava, nella quale i turisti “inseriscono” la propria per delle simpatiche foto ricordo; sorride sorniona, e regge uno specchio, nel quale i passanti sono invitati metaforicamente a guardarsi e, seguendo il consiglio della poesiola riprodotta nel cartiglio posto a fianco, riflettere su quale delle due “scimmie” abbia più cervello…

Oltre al cartiglio (una poesiola del 1632 di Martin Zeiller, scritta appositamente nel tedesco dell’epoca per la prima versione della scultura) accanto al mandrillo si trovano un paio di bronzei topolini, anch’essi “memento” di quelli veri che un tempo affollavano la zona, anche a causa della presenza nelle vicinanze della piazza del Kornmarkt, ovvero il mercato del grano.

cartiglio

Ah, la maggior parte delle nozioni con le quali ho fatto indecente sfoggio di cultura in questo post provengono dalle pagine di wikipedia inglesi e tedesche relative ad Heidelberg e all’alte Brücke, la Brückenaffe, Gernot Rumpf e Martin Zeiller.

Le foto, che ho cercato di rendere più decenti grazie a diveri ritocchi, sono ovviamente tutte opera mia.

lato B
Si noti anche la cura artistica nella rappresentazione del lato B della scimmia…

Un’Onda senza Lupa

16 agosto 12017

La contrada della Lupa, con buona pace della rossocrinita Brambilla e di tanti altri nazimalisti che non han ben chiare le cose sul come vengan trattati gli equini a Siena, si è ritirata dal Palio di stasera dopo aver chiesto (va’ a capire come avesser compreso che qualcosa non andava) una visita veterinaria per il proprio cavallo: risultato, il destriero ha dato da pensare ai medici ed è stato dichiarato non idoneo a correre.

E la Lupa, pur rubando un po’ la scena, è rimasta a vedere l’Onda che dopo una  mossa appena appena agitata per le rivali in campo, ha vinto il Palio dell’Assunta superando la Chiocciola che aveva tenuto la testa della gara per i primi due giri.

Peraltro, l’Onda era la contrada di Dupré, l’artista ricordato nel drappellone.

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