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Paris, Alesia – Embouteillage

3 maggio 12019

Oggi come previsto vedo dai cieli bigi piovere tonnellate di acqua su Parigi (che Puccini, Giacosa e Illica abbiano pietà di me), e approfittando del biglietto turistico mi butto su autobus a casaccio per girare un po’ Parigi all’aperto ‐la metro ha il suo fascino, ma sempre sottoterra alla lunga…‐ e all’asciutto su un mezzo di trasporto.

Finisco in un ingorgo dalle parti della Gare du Nord dovuto a degli scavi stradali (per questo bisogna tornare più volte in posti come Parigi, non c’è mai una volta in cui tu possa vederla “tutta intera” senza lavori)

Sotto un ponte della metropolitana un intreccio di tre autobus “lunghi”, di quelli snodabili, blocca la zona per almeno una mezz’ora e sa Toutatis per quanti chilometri all’intorno in più direzioni.

Scena da disperazione, piove a catinelle, sopra di noi sferragliano imperterriti e rumorosi per l’eco i vagoni della metro 2 (Porte Dauphine-Nation, se a qualcuno interessasse la linea), gli autisti nelle macchine ovviamente si attaccano ai claxon come ne andasse della loro virilità…

La bolgia era più o meno a metà della linea,
vicino alla fermata di La Chapelle

Non fosse stato per gli operai degli scavi che si son messi a manovrare, districare, segnalare, indirizzare insomma a fare i vigili urbani (assenti) in mezzo a quella bolgia dantesca, eravamo lì ancora adesso.

Ero indeciso sul fatto se precisare che gli operai in questione erano, oltre che giovani, anche quasi tutti africani del nord e del centro, con oltre 50 sfumature di pelle, ma il discorso si farebbe lungo…

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Paris, Alesia – Polaroid dal Quai d’Orsay

2 maggio 12019

Con un effetto notte involontario ma che non mi dispiace,
il café all’ultimo piano del Musée d’Orsay, come si vede
-nonostante il bujo degno di Game of Thrones
giusto dietro l’orologio

La jolie dessineuse.
Credo di aver colto il momento in cui si è accorta
che il virtuoso clarinettista di strada che stava ritraendo
aveva un registratore ed in realtà era in playback…

Ne pas avaler
ovvero “Non ingerire”
I graffiti della Rive Gauche contro Twitter

Paris, Alesia – Intervallo

1 maggio 12019

l’orologio ideale per le vacanze

Paris, Alesia – Intervallo – Cimitero del Père Lachaise

1 maggio 12019


La falsa tomba dove non hanno MAI riposato Abelardo e Eloisa:
che è un falso credo lo sappian tutti, dai guardiani ai turisti,
ma tant’è la storia commuove sempre e allora…

La tomba di re Lucertola Jim Morrison,
cintata per impedire l’accesso ai fan che ci passavano
(e dai “regalini” lasciati secondo me ci passano ancora) la notte

Foto un po’ sbiadite ma fiori e piante freschi,
nonostante i diciott’anni dalla scomparsa.
La tomba di Gilbert Bécaud.
Il pianofortino è inclinato come quello usato dall’istrionico Bécaud per molti anni

Paris, Alesia – Frammassoni al cimitero

1 maggio 12019

Credo che solo a me poteva capitare, in una Parigi invasa per il primo maggio da sindacalisti in corteo, black bloc infiltrati, e gilets jaunes agitati, di beccare al cimitero del Père Lachaise un folto gruppo di… massoni!

Pare sia una manifestazione che avviene tutti gli anni al 1er Mai, per ricordare i martiri della Comune del 1871, conclusasi con una “settimana di sangue” giusto a maggio.

Facendo attenzione si notano sulle fasce azzurre la squadra e il compasso, e in certi casi la famosa “G” del Grande Architetto ecc. ecc.

Sorvoliamo sul fatto che a prima vista molti fratelli muratori sembravano coetanei dei martiri comunardi nonché sul fatto che ben pochi avevano l’aria di essere pronti a lottare sulle “buttes” come in quella lontana primavera per difendere un’autogestione comunista ante litteram

Paris, Alesia – Walpurgisnachtdenken

30 aprile 12019

Domani sarà DAVVERO un primo maggio, qui a Parigi: praticamente tutto chiuso (anche i musei, compresi i maggiori Louvre, Orsay ecc.) e manifestazioni mattina e pomeriggio: al mattino i syndacati, per la classica manif dei lavoratori; al pomeriggio -e questa preoccupa di più, mezza metropolitana chiude le stazioni per sicurezza- quella dei gilets jaunes, giusto nel quartiere di Montparnasse, nel 14ème, dove in periferia ho l’albergo.
No, domani non faccio il cronista di guerra, conto di andare a ri-visitare i tranquilli morti del Père Lachaise, e chissà se ci saranno sempre gli strafatti a passare la notte sulla tomba del re Lucertola.
Il problema per me sarà trovare dove mangiare. Ma cercherò di godermi quello che rischia di essere l’unico giorno di sole e di caldo in questa breve vacanza luteziana (stasera fa un freddaccio bagascio, per dire)

Paris, Alesia – Dîner au Paul Fort

30 aprile 12019

Brasserie “Le Paul Fort” a due passi dalla Porte d’Orleans. Buone le recensioni di Tripadvisor. Vado.

Passo davanti al locale, è un po’ presto, non sono ancora le sette e mezza, ma dopo la giornata di volo con unici pasti due striminziti panini Lufthansa va’ a sapere perché ho un certo languore.

Dall’interno la patronne (non ci sono avventori, stava leggendo il giornale) mi vede e viene a piazzarsi sulla porta mentre sto per entrare. Una signora di mezza età forse persino più giovane di me coi miei quasi 60; non sembra neanche un’ostessa, maglioncino elegante, filo di perle, calzoni e tacchi alti. Occhiali un po’ rétro.

Con faccia da poker azzardo “Siete aperti?”
Oui monsieur” Ma non si sposta.
“Forse è un po’ presto per cenare…?” Mi squadra per un attimo.
“Assolutamente no, per me non ci sono orari, se per voi va bene…” e finalmente mi concede l’ingresso.

Unico presente nella sala, mi serve una cena veloce fatta quasi di avanzi del pasto di mezzogiorno: terrine de campagne, uno sformato di canard tritato con patate, e un mezzo camembert servito non esattamente secondo i crismi delle scuole alberghiere, diciamo piuttosto rovesciato direttamente dalla scatola nel piatto dell’ormai finito canard.
Sarà che avevo fame, ma mi sembra tutto ottimo.

Quando vado a pagare, vedo dal biglietto del résto messo sul bancone che madame si chiama Meriem, quindi con probabili cromosomi magrebini annacquati e ormai invisibili dopo chissà quante generazioni nell’hexagone.
Scambiamo due parole sul freddo della serata, io che un po’ incoscientemente sono uscito in maniche corte scherzo sulle mie difese naturali battendomi la mano sullo stomaco, e madame ridendo dice di non essere da meno, ha preso dodici chili da quando ha smesso di fumare ad agosto. 

Saluto madame Meriem e torno alla camera con Napoleone nel bagno perché dannazione, per essere la notte di Walpurga, vigilia di Calendimaggio, c’è un vento freddo degno di Halloween

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