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La nemica

12 giugno 12017

Basta così. Voglio dimenticare quanto ti ho voluto bene.

Sei Superba, ma solo in ciò che questa parola ha di deteriore. Presuntuosa, altezzosa, scostante. E meschina. Non meriti di essere apprezzata.

Quel tuo figlio Colombo dotato più di culo che di anima e d’intelligenza (sempre che sia davvero tuo figlio) deve tornare a spargere su di te la scalogna che già ti ha dispensato altre volte, generandosi una nomea di jettatore che i vecchi fingono di non ricordare ma che ben hanno presente, pensando a quando uccise alcuni operai che ne stavano spostando il monumento, o a quando quasi ti portò alla meritata bancarotta per un expo fallimentare.

Ho creduto in te nonostante i tuoi mille difetti: nonostante fossi solo una maledetta bottegaia legata al soldo, tanto da inventare, tu per prima, il cancro del capitalismo che ci porterà -speriamo- all’estinzione; nonostante il tuo leccare con costanza il paniere ai papi, vecchia guelfa bagascia che il Barbarossa avrebbe fato bene a radere al suolo; nonostante il tuo infischiartene di arti e lettere, tanto da buttar giù case natali che altrove sarebbero idolatrate, e di non sapere nemmeno come scrivere correttamente la tua lingua tanto vocalica che ora spero finirà soffocata nelle gole morenti di noi vecchi, e che hai saputo usare solo come arma di difesa e offesa contro tutti i foresti.

Nonostante tutto questo io ancora speravo in te, avevo ancora negli occhi la medaglia d’oro della Resistenza e le maglie a righe dei camalli in un pomeriggio di quello che fu il mio primo giugno.

E soffrivo, quando mi si ricordavano invece altre storie, altri eventi ed altri personaggi: di quei giorni di inizio millennio nei quali volevo ricordare solo le vecchine che sorridendo “innaffiavano” i cortei di giovani dalle finestre per alleviarli dal torrido caldo di luglio, anche se continuavo ad avere davanti agli occhi un ragazzo assassinato, vittima del tuo piegarti alla violenza fascista e assassina delle uniformi.

Volevo ricordare la follia fanciullesca seppur tabagista di don Gallo, e non l’aristocratica ipocrisia del tuo “adorato” cardinal Siri, anche se in fondo pare che entrambi, in modo diverso, avessero frequentazioni peripatetiche. (E taccio di arcivescovi successivi, uomini di denaro e di potere che Cristo in persona avrebbe dovuto cacciar fuori dalla cattedrale a calci in culo)

Ma non c’è niente da fare, ti stai rivelando di nuovo la puttana senza cuore che scoprivo con timore nei miei primi vagabondari nei caruggi disastrati della mia gioventù: hai fatto finta di volerli rimettere a posto, vero, ma quasi subito hai deciso che era meglio mollarli al loro destino di case fatiscenti per schiavi da ricattare, e non trattarli come il tesoro da visitare che dovrebbero essere.

Non ami la compagnia, vero, ambigua figlia di Giano? E allora sia, rimani pure da sola con le tue velenose palanche.

Che tutti ti dimentichino, mia schifosa e vigliacca città natale. Deve calare su di te l’oblio di Cartagine, devi sparire dalle carte e dai discorsi.

I turisti che non hai mai voluto accogliere pienamente devono smettere di pensarti, devi diventare davvero “un sobborgo di Milano”, come si augura uno dei tuoi peggiori candidati sindaci di oggi al quale hai voluto concedere la prova del ballottaggi e -perché no- un piccolo vantaggio numerico.

Ma un sobborgo vero, di passaggio, una città-dormitorio priva di fascino, abitata solo da popolazioni incattivite dalla tua ingratitudine, giunti da ogni continente per portarti sangue fresco e nuovo vigore, e ripagati solo con diffidenza e disprezzo. Che questi tuoi nuovi figli adottivi ti regalino solo odio e paura, matrigna imbellettata. Da far sembrare le banlieues parigine una ragazzata.

In te devono marcire le vasche dell’Acquario, arrugginirsi gl’inutili tentacoli del Bigo, i tuoi palazzi devono ritornare scrostati e cadenti come li ricordo nella mia infanzia, come li hai trascurati per decenni, per secoli. Quello è il tuo vero volto. Non il belletto che ti sei messa solo ultimamente.

Spero che tu torni ad avvelenarti, con fabbriche siderurgiche e chimiche fumiganti veleno, poste là dove dovrebbero sorgere spiagge da cartolina, come del resto si (e ti) augurano entrambe le mummie che fra due settimane si sfideranno ai ballottaggi comunali.

Ti odio per quanto sei divenuta meschina, per il tuo affidarti ai peggori ceffi disgustosi, come mi hai chiaramente dimostrato questa domenica, quando hai spalancato le tue porte e i tuoi voti ai peggiori fascisti e razzisti scaturiti dalle fogne, senza comunque abbandonare del tutto i tuoi figli più vergognosi, quelli con le ville a Sant’Ilario.

Sì, ora ti odio, Genova.

E ho paura che sarà un male dell’anima dal quale non riuscirò a guarire presto.

Prendiamone atto

2 agosto 12016

Il povero blog è in pausa, vuoi estiva vuoi di riflessione.

Cercherò di non staccare l’alimentatore.

DUEZEROZEROUNO

Sienaposto luglio 2016

2 luglio 12016

Per motivi tecnico-logistici che il tacere è bello, per un po’ di tempo non riuscirò a inviare post sul blog “in diretta”, la rete in casa è quasi assente.

Per cui per mantenere un minimo di tradizione del blog, visto che non potrò postare “a caldo” il vincitore del palio (magari un addenda successivo…), metto come segnaposto almeno il drappellone “surrealista” (autor dixit, non a torto) di Tommaso Andreini (artista interessante)

Drappellone Luglio 2016


Addenda

Contrada_della_Lupa-StemmaE dopo più dì un quarto di secolo, in un palio dai tempi tutto sommato regolari e con una bella carriera tesa la Lupa, superando nel finale Nicchio e drago, ha passato il poco ambito scettro di Nonna all’Aquila, che chissà, cercherà di scrollarselo subito di dosso ad agosto…

Genova 30 giugno 1960

30 giugno 12016

Montagbegeisterung

13 giugno 12016

detestolunedì 011

Alfa, Beta, L, G, B, T…

9 giugno 12016

Roma Pride 2016

Direi che il video del Roma Pride riportato dal sito di Repubblica, splendida e divertente cover della Sirenetta, è un capolavoro di ironia e perché no, anche di marketing (con tutto lo schifo che riservo di solito per questa parola)

La strofa (piccolo gioiello)

L’orgoglio di essere quel che sei
Trans Bisex Etero o Gay
Una gran Lella, un maschio Alfa
dài vieni al Pride

mi fa pensare peraltro che io sono sempre stato dalla parte dei Maschi Beta 😀 come ricorda lo splendido pezzo di Christopher Moore “Elogio del maschio Beta” che ogni tanto mi piace ripresentare.

Manualità, il tuo nome non è Sergio

27 maggio 12016

crolloProblema: crolla una mensola tenuta su da tre viti. Ho la coscienza a posto, non l’avevo messa io, il che è in fondo già positivo per l’amor proprio.

Soluzione “banale” detta anche “l’unica funzionante”: rifare tre buchi vicini a quelli ‘crollati’ e riappendere la mensola.
Una prima valutazione della durezza del muro spinge facilmente ad esaminare soluzioni alternative.

Soluzione “informatica” detta anche “un tappullo veloce ché non ci’ho tempo”: informarsi sull’esistenza di colle, mastici, cementi o che altro che permettano di riempire i buchi, rimettere le viti e via.
Rapidi consulti con colleghi e conoscenti che elargiscono consigli su adesivi che “a parole” garantiscono di incollare assieme anche l’aria e l’acqua. Nessuno però ha mai effettivamente provato la veridicità delle voci pubblicitarie. Il dubbio non favorisce lo sposare tale opzione

Soluzione “finale” ovvero “no me stæ a rumpî o belin” : oggi o nel weekend mi cerco un poster col quale coprire i buchi nel muro. Chi è contrario parli ora o taccia per sempre.
La mozione è approvata all’unanimità per insufficienza di prove.

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