Marie Phillips
Per l’amor di un dio
Guanda
Non è il primo e non sarà l’ultimo romanzetto che parla degli dèi olimpi costretti a sopravvivere ai nostri giorni, in questo caso a Londra in una casa che gli immortali non si degnano neanche di pulire (mi ricorda la mia situazione attuale, ma sorvoliamo), mentre Afrodite lavora -ovviamente- ad un telefono erotico, Artemide fa jogging portando a spasso i cani, e Apollo cerca di diventare una star televisiva, per l’esattezza un indovino con un proprio show in diretta.
Divertente, qualche bella trovata e un’interessante ipotesi per la fine del mondo, con tanto di rivisitazione del mito di Orfeo ed Euridice; i personaggi sono forse un po’ di carta velina, ma è più che dignitosa per essere l’opera prima di un’autrice poco più che trentenne. (dalle foto non sembra neppure malaccio, ma evito di approfondire)
Un punto in particolare però merita la menzione d’onore: la citazione (da parte degli olimpi) di un tal Gesù e della sua storia come uno dei tanti miti che si son succeduti sul pianeta, al quale concedono onestamente una certa fortuna nel marketing :devil:
Carino il titolo italiano, anche se non mi sarebbe dispiaciuta la traduzione dell’originale Gods behaving badly; forse però Dèi che si comportano male poteva sembrare più un saggio antropologico o filosofico che un simpatico romanzetto divertente.
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