Cammino di ferro
Ammetto che ultimamente sul blog latito. Mettici il Faccialibro che dilaga, mettici un momento di stanca, mettici che con la bella stagione ho ripreso ad andarmene un po’ in giro, perlopiù per mostre e città d’arte… già, in pratica per tutto maggio non son stato un sabato a casa (e considerando che sabato è di solito la giornata nella quale faccio la spesa settimanale e i -pochissimi- lavori di casa che so fare… diciamo che casa mia è un lerciaio totale ma che non ho bestie parassite per casa perché tanto non c’è un belino da mangiare…)
E siccome sono pedone totale non-patentemunito, mi capita spesso di andare in treno. Come in quest’ultimo (torrido) week-end a Rovereto, per un sabato Futurista al Mart e alla Casa Depero (idea che, incidentalmente, consiglio cordialmente)
Torrido, appunto. E sul treno (Intercity plus con supplemento e posto riservato, si badi, non uno scalcagnato regionale dalle porte guaste una sì e l’altra pure) c’era l’aria condizionata. A palla, ovvero con temperature da deportazione siberiana. Che per la salute è un toccasana, diciamolo, salire da una pensilina dove ci sono 30 gradi e trovarsi in una ghiacciaia. Infatti fino a martedì mi son trascinato un raffreddore che nanche il nano Eolo.
In compenso, nel vagone precedente al mio, la lessatura dei passeggeri era totale: non funzionava l’impianto elettrico onde per cui, ladies and gentlemen, si viaggia al buio e nell’aria stagnante in pieno effetto stalla (perché come ben sa chi si affida incautamente a Trenitalia, i finestrini sono rigorosamente inchiavardati).
E, per così dire già stimolato dall’utilizzo di tali benefits che le nostre ferrovie riservano agli affezionati clienti, mi è cascato il mouse su un blog che richiama la vicenda di Dante de Angelis, licenziato per aver svolto il proprio lavoro di controllo della sicurezza ferroviaria…
Da circa un anno ho messo il link di De Angelis nel blog e mi sembra purtroppo evdente che dovrà farmi ancora compagnia.
E che ogni tanto dovrò dargli una rinfrescata, come oggi.




