Sul manifesto in edicola oggi, un’ntervista a Ignazio Marino, medico e capogruppo Pd (nessuno è perfetto) in commissione sanità al Senato, a proposito del caso di Eluana Englaro (mentre scrivevo mi chiedevo, ma è necessario mettere il link ad un articolo che racconti la storia? forse sì, purtroppo è necessario…)
Al termine dell’intervista, Marino cita un brano che sembra fatta apposta per il caso:
L’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti, può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente
e ne cita la fonte: sono parole del cardinale Joseph Ratzinger, scritte quando era papa Giovanni Paolo II. E oggi il Vaticano tuona all’eutanasia! all’eutanasia!
E poi mi chiedono perchè sono magnapreti.



Leggendo questo post, ricambio il tuo apprezzamento (di ola, no, non si può parlare, dato l’argomento). La penso esattamente allo stesso modo e mi indigna constatare come le sofferenze siano calpestate in nome di un pregiudizio ideologico che, quantomeno, arrogandosi il diritto di interpretare la volontà di Dio, pecca di un orgoglio veramente luciferino.