Saranno i geni toscani che si fanno sentire, sarà che mio padre ci teneva, e mi ha abituato a vederlo tutti gli anni. Ma col Palio di Siena ho un ambiguo rapporto di dipendenza. Anche se non tifo per nessuna contrada. Ma seguo la mossa e la carriera come se me ne importasse qualcosa. E cerco le foto in rete del drappellone. Quest’anno accompagnato da polemiche perchè l’artista di turno ha rappresentato la Madonna di Provenzano con un volto troppo moderno e dall’espressione severa. A vederlo in TV, a me non dispiaceva. Anche se effettivamente quella raffigurata non sembrava la Madonna (e forse proprio per questo il cencio non mi dispiaceva…)
Insomma, ogni anno, quelle due volte che capita, mi ascolto santamente la sbrodolata in diretta della RAI che ripete quasi sempre le stesse cose.
Quasi. Quest’anno era compresa nel prezzo anche un’intervista al questore di Siena a proposito della sicurezza cittadina. No, per fortuna gli zingari stavolta non c’entrano, al massimo si parlava di qualche scazzottata eccessiva fra contradaioli. Siena (pare) è tranquilla e civile.
Lo so, sono fatto male io, si vede che sono teppista nell’animo. Ma sentir parlare del problema sicurezza anche in questa occasione, continuando a battere il tamburo sull’argomento, mi ha vagamente alterato, e la vittoria dell’Istrice non me la son goduta come avrei voluto.


