Cent’anni fa in Siberia.
Chi, come me, ha un passato di addicted degli X-Files ricorda senz’altro uno dei tanti maledetti episodi in più puntate legati al rapimento della sorella di Mulder, dove il buon vecchio Fox giunge appunto a Tunguska in Siberia e trova una sorta di gulag nel quale i prigionieri sono usati come cavie per il «cancro nero», costretti ad estrarre da una miniera del minerale di origine extraterrestre… ricordo bene il finale della storia con il malefico Krycek con una protesi al braccio…
D’accordo, mi ricompongo, le righe precedenti erano un po’ troppo only for fans
Tornando coi piedi per terra (o quasi), Tunguska è il luogo in Siberia dove proprio cent’anni fa un “qualcosa” provocò un’esplosione udita a centinaia di chilometri di distanza, fra le altre cose abbattendo (Wikipedia docet) “60 milioni di alberi su 2150 chilometri quadrati”
L’ipotesi più accreditata è ovviamente quella di un asteroide precipitato sul nostro bel pianeta azzurro, o forse esploso in quota. Ma è pur sempre un’ipotesi, ancora non provata completamente.
Nel numero in edicola questa settimana della rivista New Scientist compare un articolo che “celebra” il centenario dell’evento presentando, fra l’altro, le ipotesi di un gruppo di astrofisici bolognesi (certo, bisogna ammettere che pronunciare “X-files” con accento bolognese senza far sorridere chi ascolta deve essere un po’ problematico…
)
Le ricerche dei nostri connazionali riguardano particolarmente il lago Cheko, che si trova a meno di una decina di chilometri da quello che ormai è considerato il luogo “dell’impatto”. In pratica, basandosi su esami fatti col sonar, si sospetta che sotto il fondale del lago sia presente una massa di materiale denso. Vuoi vedere che sotto il lago c’è un pezzo dell’asteriode di cent’annifa? La forma del fondale del lago Cheko poi, è proprio quella che si pensa possa essere generata dal un oggetto che sprofonda, una sorta di cono rovesciato.
Ahimé, esiste anche un’altra campana, e ha molte buone frecce al proprio arco: ad esempio il lago Cheko ha una sagoma visibilmente ellittica, mentre in genere i crateri da impatto sono generalmente circolari. E alcuni degli alberi sulle sue rive hanno un’età certo superiore ai cento anni…
La ricerca è ancora aperta, e anche se dubito di vedere Fox Mulder all’università di Bologna a cercare informazioni (soprattutto adesso che finalmente sembra si sia deciso a fare robba con la -mi si conceda- ancor più rinfighita Dana Scully nel secondo film di XFiles…
) un pizzico di orgoglio scientifico nazionale mi brucia dentro…


