Il matematico impenitente
Piergiorgio Odifreddi
D’accordo, non è un testo fondamentale, o un libro irrinunciabile. In fondo è pur sempre una raccolta di articoli, anzi direi di pamphlet spesso già letti. Con un tono che qua e là può anche urtare per la veemenza quasi arrogante.
Ma ce ne fossero, in questo momento stercoreo di papi benedetti e atei devoti, proni e con le afte sulla lingua. Per la lettura di questi testi, e per l’effetto balsamico provocato sui miei neuroni irritati dalle cronache recenti, posso anche perdonare Odifreddi per aver partecipato (seppure allontanandosene in seguito per giustificata ripugnanza anti-teodem, e comunque PRIMA della catastrofe elettorale) alla costituente del partito democratico.
Per cui, anche per bieca partigianeria matematica e atea, asssegno il massimo dei voti al libro.
E chi non è d’accordo con me, péste lo cólga! (citazione: mi raccomando le vocali chiuse alla Amedeo Nazzari)


