Vaghi e lieti fanciulli

Uno legge l’articolo di Repubblica sul famigerato paese di Coccaglio, e trova:

Arriva anche Monica, l’estetista del negozio accanto. “I miei figli hanno solo amici extracomunitari. Uno ha 14 anni, l’altro 12. Vanno in giro sempre con due romeni e due africani. A Coccaglio sono tantissimi. Io però non voglio che escano con questi. È razzismo questo?”

Che cos’è, una domanda trabocchetto?

(Anche se comincio a pensare che forse neanch’io vorrei che i miei figli andassero in giro con i figli di una di Coccaglio…)

Sostieni Tabucchi

Da MicroMega, l’appello di le Monde a sostegno di Antonio Tabucchi

Il presidente del Senato italiano, Riccardo Schifani, pretende da lui in tribunale l’esorbitante somma di 1 milione e 300 mila Euro per un articolo pubblicato su “l’Unità”, giornale che, si noti, non è stato querelato. Il “reato” di Antonio Tabucchi è aver interpellato il senatore Schifani, personaggio di spicco del potere berlusconiano, sul suo passato, sui suoi rapporti di affari e sulle sue dubbie frequentazioni – questioni sulle quali costui è riluttante a dare spiegazioni. Porre domande sul percorso, la carriera e la biografia degli alti responsabili delle nostre istituzioni appartiene al necessario dovere di interrogare e alle legittime curiosità della vita democratica.

Per leggere l’articolo sul sito di MicroMega e firmare l’appello, qui.

Il nemico alle porte

Una strip da EP3, il supplemento gggiovane di El país. Traduco al volo e a spanne.

titolo: Sono già qui

I vignetta
“Senti… tu cosa fai a Capodanno?”

II vignetta
“Uff… ma non è un po’ presto per fare una striscia su questo argomento?”

III vignetta
“Non saprei… ma visto da quanto tempo han già messo le luci di Natale nel mio quartiere… direi di no…”
“Non hai torto…”

Ecco, giusto stamattina ho visto le vetrine dei negozi che cominciavano con gli addobbi, la neve finta e tutti i parafernalia dicembrini. Per un attimo ho sentito la pelle scaronfire, ma mi sono ripreso quasi subito. Si vede che il sistema immunitario funziona. :mrgreen:

pedante nota linguistica a piè di post: scaronfire, o meglio scaronfì, è verbo genovese ben noto agli indigeni e che può essere tradotto con “accapponare (la pelle)“, ma che a differenza del suo citato omologo italiano si usa principalmente in caso di sensazioni particolarmenti sgradevoli quali, p.es., il famigerato scricchiolìo del gesso sulla lavagna (Yikes! :shock: ) e non, tanto per dire, nel caso di semplice “pelle d’oca” dovuta al freddo.

Mezza mucca è meglio di niente

(Dal numero di Der Spiegel in edicola)

Una classica immagine della zootecnìa: una veterinaria, con indosso ampi e lunghi guanti di gomma (ed una tuta, per ogni evenienza…) inserisce il braccio, fino al gomito e forse oltre, nelle intimità  (spero) poco eccitanti di una mucca, allo scopo di verificare mediante l’esame in loco l’eventuale gravidanza dell’animale o la presenza di anomalie patologiche. (E pensare che noi maschietti di homo sapiens ci preoccupiamo quando c’è da fare il controllo della prostata)

Come si dice, nessuno nasce imparato, e fino ad ora le studentesse di veterinaria si sono impratichite in questa affascinante tecnica (una versione decisamente hard del Pap test) con esercitazioni effettuate in corpore vili (senza offesa per le bovine), in genere poco piacevoli per le due partecipanti.

Per alleviare appunto i fastidi di entrambe le parti in causa, la dottoressa Sarah Baillie, veterinaria ed esperta di computer del British Royal Veterinary college di Hatfield ha messo a punto una cybermucca (o meglio mezza cybermucca: solo la parte che serve) da utilizzare per l’addestramento: l’esterno dello “strumento” riproduce con realismo il lato B dell’animale, mentre l’interno è composto da pareti di plastica che riproducono nel modo tattilmente più verosimile le interiora della bestia, alle quali sono collegati dei sensori che trasmettono i segnali ad un PC e che permettono di verificare i corretti movimenti della studentessa (è previsto anche un muggito registrato che si attiva quando l’esame risulti troppo “fastidioso” per la paziente)

Una veterinaria “esperta” può così seguire i movimenti della studentessa sullo schermo del PC ed eventualmente correggerne gli errori indirizzandola correttamente verso il “bersaglio”.

Nella foto, la dottoressa Baillie (al centro, col berrettino) esegue una dimostrazione del funzionamento del suo apparecchio (i cui costi, fra l’altro, sembrano pure relativamente contenuti) con l’assistenza di una studentessa del corso e sotto lo sguardo attento di una delle future pazienti, evidentemente interessata al funzionamento dei sensori.

Pare che il successo (per questo “haptic simulator”, come si chiama tecnicamente, cioè “simulatore tattile”, la dottoressa ha pure ricevuto un premio come “insegnante più innovativa del 2009″) sia stato tale da spingere la Baillie a dedicarsi a nuovi sviluppi dell’idea: dopo le mucche è intenzionata ad occuparsi dei cavalli e dei gatti, che immagino rappresentino le più cospicue “fette” del mercato veterinario…

False friends

Ho curiosato nelle stanze segrete del blog, e ho visto che qualcuno è capitato da queste parti cercando con qualche motore di ricerca la frase “sega in vespa

Preferisco non descrivere l’immagine che mi è saltata agli occhi prima di ricordarmi che “far sega” da qualche parte (ma non qui in Liguria, Vostro Onore!) vuol dire marinare la scuola

Letture – Che la festa cominci

Che la festa cominciNiccolò Ammaniti
Che la festa cominci
Einaudi

Roma, alla grande festa iperfaraonica di un palazzinaro si incrociano le storie di… beh, alla fin fine le trame sono solo due, la setta satanica de noartri che cerca il proprio momento di gloria e le afflizioni men che superficiali del bello scrittore alla moda. Con un po’ di comprimari a pioggia in una Villa Ada riempita di caricature (non sempre riuscite) di vipS e di arricchiti copiati (un po’ troppo e male) dalla nostra attualità, accompagnati da un serraglio di bestie selvagge un po’ rincoglionite. E con “qualcos’altro” nella breve terza parte, su cui preferisco stendere un dignitoso velo. Un pompino a freddo e qualche schizzo di vomito per fare trasgressione.

Mah. Che dire. Lettura anche piacevole, sì, più o meno. Divertente, a suo modo (quasi ovunque, all’inizio). Ma nulla di più. Anzi, forse anche qualcosina di meno.

Pur con tutto lo strombazzamento mediatico che lo accompagna, non pretendevo certo un indimenticabile capolavoro (anzi: soprattutto per lo strombazzamento). Ma ad essere gentile, mi sembra proprio un romanzetto simpatico e nulla più. Con qualche tratto anche fastidioso.

Con capitoletti veloci (pregio) e una certa alternanza delle scene (fin troppo buona, sembra -ahem- già pronta per la sceneggiatura: fastidio), le pagine scorrono, soprattutto nella prima parte, chiamiamola la “preparazione” della festa. Perché quando si entra a Villa Ada si finisce presto nello svacco. E la tanto attesa notte della festa diventa uno scherzo un po’ allucinato tirato via alla veloce, verso un finale che mah… chiamiamolo finale.

Se all’inizio l’ho continuato a leggere perché, onestamente, mi interessava, l’ultima parte l’ho letta giusto perché tanto vedevo dal numero delle pagine che era breve…

(Non per fare il veterofilologo nostalgico del 77, ma quando mai si è sentito gridare nelle manifestazioni “Siete merde e merde resterete”? Si urla “MERDE SIETE e merde resterete”: eccheccazzo, Ammaniti, la metrica e la rima salviamole!)

Parabéns

jose_pilarCome si fa a non ammirarlo, uno scrittore con quella fantasia, primo Nobel portoghese per la letteratura, che alla verde età di 87 anni (compiuti oggi, appunto) scrive un blog (tradotto anche in italiano ad opera di un benemerito), fa incazzare il proprio editore italiano parlando male di Berlusconi e, last not least, nel frattempo era pure riuscito da un po’ a far innamorare (e sposarsela) una donna di trent’anni più giovane?

Letture – La rizzagliata

rizzagliataAndrea Camilleri
La rizzagliata
Sellerio

(Mi libero subito di una menzione d’onore per la copertina, i quadri scelti alla Sellerio ultimamente mi sembrano pure migliori del solito)

Questa volta il più pulito c’ià la rogna.

Partendo da un delitto ispirato (come conferma nella nota finale) al delitto di Garlasco che volenti o nolenti conosciamo più o meno tutti, il Sommo costruisce una trama complessa e veloce che (confesso) non ho nemmeno seguito in profondità più di tanto, mi è bastato lasciarmi portare del fluire delle scene e dei dialoghi, con buona pace del dialetto forse un po’ più aspro rispetto a quello di Montalbano al quale sono ormai avvezzo. Sarà perché il panormitano differisce dal girgentino, pardon, dal vigatese?

Storia letta attraverso le giornate di un direttore regionale del TG che fra un’amante fin troppo vogliosa, un sottoposto ansioso di fargli le scarpe, politici e gente “di rispetto” che a varî livelli lo controllano, segue le indagini ufficiali e a suo modo gestisce la propria indagine “ufficiosa”, ma non certo per scoprire l’assassino.

Camilleri disegna, fra le altre cose, una redazione del TG regionale che un po’ di inquietudine la mette, e poco tranquillizza il fatto che l’autore affermi di avere inventato tutto, di non aver mai assistito a certe riunioni, di non conoscerne le reali dinamiche; se anche non fosse vero, è (purtroppo) di sicuro molto verosimile…

El Roto de hoy

È necessario tradurre la vignetta di El Roto da El País di oggi?

Twinkle, twinkle, little bat…

batman_wonder_woman_supergirl_superman-748256Tanto per alleggerire il carico, una notizia spulciata da Internazionale di questa settimana:

Anche i pipistrelli fanno sesso orale, scrive Plos One.

Un gruppo di ricercatori cinesi ha studiato il comportamento del Cynopterus sphinx, un animale del sudest asiatico. Se le femmine praticano la fellatio, la durata dell’accoppiamento è maggiore, e probabilmente garantisce un maggiore successo riproduttivo. Finora questo comportamento era noto solo nei primati, tra i bonobo e gli esseri umani.

Per gli zoovoyeurs, c’è pure un filmino hard sulla wikipedia in inglese