Giusto per ricordare un anniversario. Nel 1890, nel “profondo New England”, nasceva Howard Phillips Lovecraft. Scrittore dell’inquietante, ancor più inquietante vederlo sorridere nella foto. Uno dei capisaldi della mia biblioteca (e incidentalmente, anche della letteratura fantastica in generale)
Il primo suo racconto che lessi fu Colui che sussurrava nel buio, in un vecchio Urania della dotazione casalinga, con oscura ed evocante copertina di Karel Thole (che come ho già detto altrove, era un genio che andrebbe riscoperto)
Lo lessi d’un fiato, in una calda sera d’estate a finestre aperte. Ma le ultime pagine mi fecero venire i brividi lo stesso. E ogni volta che lo rilessi, se commettevo l’errore di leggero a tarda ora potevo scordarmi di addormentarmi. È da un po’ che non il coraggio di riprenderlo. No, adesso meglio di no. In questi giorni ho già dei problemi a prendere sonno.
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Una notizia del Corrierone nazionale mi permette di scoprire che dopo la triste saga della rana crocefissa (già notata in varî post di questo blog ) ora i credini della provincia di Bolzano si sono scatenati contro alcune statue esposte nelle vie di Ortisei e rappresentanti Adamo e la sua prole. Nudi e crudi, con Schwanstuck in bella evidenza. E proprio gli attributi sono la pietra dello scandalo. Ti pareva.
Ma io mi chiedo, perché gli altoatesini (o bassotirolesi, a seconda di dove si guarda) vogliono l’indipendenza dall’Italia, se dimostrano in questo modo di essere imbecilli come gli arteriocattolici dello stivale? (anzi, forse riescono ad esserlo anche un pochino di più) .
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Inutile, è più forte di me. Devo seguire il Palio di Siena, anche se solo in televisione. Mah. Quel paio di litri di sangue tosco che mi circolano in corpo hanno effetti devastanti sul mio raziocinio. Maremma majala. Mi lascio in sottofondo le ore di discorsi dei giornalisti RAI che precedono la carriera, e nell’intanto mi fo gli affari miei; non appena si arriva alla mossa mi fermo e resto imbambolato come un fesso a guardare lo schermo, e non mi schiodo neanche se, come quest’anno, la mossa dura talmente a lungo che la diretta passa da Rai1 a Rai3. E non so nemmen io per chi sto facendo il tifo.
Ah, comunque alla fine ha vinto il Bruco. Con una bella rimonta.
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Dovevo farlo da tempo. Ho un paio di stanze da vuotare e (si fa per dire) riordinare, con gli armadi ancor pieni di vecchi vestiti dei miei, morti ormai da alcuni anni. Niente commenti, grazie; ognuno metabolizza il lutto coi propri ritmi. Il risultato è che finora avevo (e ancora per qualche tempo avrò comunque) le mie cose ammassate per la stanza, in un’entropia materiale di vestiti, libri e altro. Per fortuna, non ci sono colonie autoctone di animali più o meno schifosi, probabilmente per la mancanza totale di ossigeno fra i cumuli. A parte una famiglia di trilobiti domiciliati sotto l’armadio e risalenti al Cambriano superiore (sì, era da un po’ che dovevo mettere ordine)
Pessima idea quella di utilizzare le ferie d’agosto per cominciare il riordino. A parte il poco edificante pensiero di sentirsi l’unico fesso al di sotto dell’età pensionabile chiuso in casa a Ferragosto, il muoversi e chinarsi in uno spazio ristretto spostando masserizie a destra e manca provoca una sudorazione degna di una sauna. E il generarsi di una sequenza di bestemmie che per fortuna non hanno pubblico, nonostante la finestra aperta, grazie alle fughe estive degli altri condòmini. O almeno così spero: se alla prossima riunione di condominio la vecchia del piano terra si farà il segno della croce al mio passaggio, capirò che non tutto il palazzo era deserto.
L’impresa sembra veramente al di là delle possibilità umane. Dopo tre pomeriggi passati in camera sembra che abbia appena cominciato. Ora la stanza è “soltanto” caotica oltre ogni limite umano concepibile. Eppure ho portato via almeno una dozzina di sacchi pieni di vestiti vecchi o di rumenta varia che ho cercato pure di differenziare, quando capivo di che cacchio si trattasse.
Per fortuna ho ritrovato nelle montagne di oggetti ammassati un paio di jeans dati per dispersi tempo addietro. Nonché una dozzina di euri in spiccioli (e sessanta lire ormai inutilizzabili)
Dalle trivellazioni geologiche ho ritrovato anche alcuni libri che avevo ormai ricomprato pensandoli inghiottiti in una falla del continuum. O dimenticando di averli già acquistati, e non so quale delle due motivazioni appaia più preoccupante.
Il trilobita più anziano ne aveva approfittato per leggersi l’antologia di Tutti i robot di Asimov (uno degli ahimé doppioni) e mi ha chiesto se avevo altro dello stesso autore; gli ho detto di cercare nel salotto, ma mi ha rivelato che non intende azzardarsi nell’impresa: i suoi nonni gli raccontavano storie orribili sulla fauna di quella stanza. Non stento a crederlo, è la seconda che devo riordinare e lì la situazione è ancora peggiore che nella camera.
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Circa un mese fa il papabanner del blog del Burbero Scontroso veniva oscurato perché infastidiva qualche “esponente della curia“, che ha riferito il proprio fastidio alla polizia, che a sua volta ha fatto rimuovere l’immagine dal provider ospitante in maniera preventiva, cioè senza una vera e propria denuncia. Per cui l’immagine spariva dai siti che la stavano utilizzando. Uno fra i tanti, ovviamente, questo. La storia si legge meglio qui, su Punto informatico.
Ogni tanto ripubblicherò questo post, magari in un momento di stanca come adesso che siamo a ferragosto, giusto per rinverdire la memoria del fatto e mostrare ancora l’immagine. Enjoy.
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A dire il vero, io più che mancino sono ambidestro, anzi ambimaldestro. Ma anche da “mulatto”, direi che posso unirmi alla sinistra ricorrenza di oggi. Qui una sorta di sito ufficiale (in inglese) della Giornata dei Mancini (la mano sinistra di Lego nella foto proviene invece da questo sito)
Stranamente, nonostante abbia frequentato i primi anni delle elementari in un istituto di suore, pur scrivendo rigorosamente con la sinistra non ho mai subìto alcuna vessazione o tortura “educativa”. Forse perché ero arrivato in prima che già sapevo scrivere, chissà. Eppure all’epoca si usavano ancora simpatici metodi per costringere i bambini ad usare la mano “giusta”, come il legare la mano sinistra dietro la schiena o altre pratiche da inquisizione.
Fra i mancini famosi, ricordo i due Beatles finora sopravvissuti, il candidato e speriamo futuro presidente USA Barack Obama, e fra gli artisti Leonardo, Michelangelo e Raffaello (ne manca uno, e avevamo tutte le Tartarughe Ninja!)
A giudicare dagli esiti di alcune coppie cinematografiche ambisinistre, sembra che nel caso lui-lei mancini la coppia sia destinata a scoppiare prima o poi: Bruce Willis e Demi Moore, Tom Cruise e Nicole Kidman, Kenneth Branagh e Emma Thompson. Se per favore qualcuno volesse prendersi la briga di avvisare Julia Roberts o Angelina Jolie che io sono disposto a correre il rischio…
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Mi capita spesso di leggere su blog di ben altra levatura rispetto a questo dazibao quasi adolescenziale dei post che mi tolgono le parole di bocca o per meglio dire di tastiera.
Un caso è questo intervento dal Vaso di Pandora a proposito di un’iniziativa dei nostri atleti olimpici. No, niente pugni chiusi sul podio: i medagliati chiedono una riduzione delle tasse. Per sé stessi, ovviamente. Perfettamente in linea con lo spirito del tempo.
(didascalia: il monsieur della foto dallo sguardo che a me piace pensare interrogativo è, ovviamente, il barone de Coubertin)
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Da ieri (anzi da venerdì sera) sono ufficialmente in ferie per tre settimane. Mi sento già meglio e sono più rilassato, dormo come un ghiro nonostante il caldo. Anche se penso che dovrò passare il ferragosto a mettere le mani nel marasma casalingo per aumentare i metri quadri calpestabili dell’appartamento (ora ridotti, ben al di sotto della soglia di sopravvivenza, dalle cataste di libri in sedimentazione geologica e dai vestiti allo stato brado -devo fare uno spiacevole svuotamento degli armadi che rimando da mesi per non dire anni…)
Ieri, senza programmarlo, mi son trovato a fare il turista per la mia città (era una canzone di Lucio Battisti? Ah, no, lui diceva di prendere i dépliant turistici e girare per musei…)
Ero uscito solo per un paio di acquisti (fondamentale la spesa dalle mie pusher di fiducia per spezie e caffè) e mi son trovato in mezzo ad una splendida mattinata estiva resa vivibile da uno splendido vento fresco. Giornate che una volta erano la regola estiva per la mia Superba, e che invece ultimamente cedono il passo a lunghi periodi di afa e maccaja. Ma ieri (e anche oggi, direi) niente da eccepire. E allora sono rimasto a girare senza meta solo per godermi la luce, il caldo e il vento.
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Clemente V
alias
Bertrand de Gouth
….perché almeno se n’è andato ad Avignone
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