Posted on 9 Novembre 12009 by topometallo
Tanto per alleggerire il carico, una notizia spulciata da Internazionale di questa settimana:
Anche i pipistrelli fanno sesso orale, scrive Plos One.
Un gruppo di ricercatori cinesi ha studiato il comportamento del Cynopterus sphinx, un animale del sudest asiatico. Se le femmine praticano la fellatio, la durata dell’accoppiamento è maggiore, e probabilmente garantisce un maggiore successo riproduttivo. Finora questo comportamento era noto solo nei primati, tra i bonobo e gli esseri umani.
Per gli zoovoyeurs, c’è pure un filmino hard sulla wikipedia in inglese…
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Posted on 4 Novembre 12009 by topometallo
Posted on 3 Novembre 12009 by topometallo
Ringraziando il blog del Russo recupero una notizia da Repubblica che ripulisce un po’ dall’odore di incenso e di acqua santa stagnante e marciscente che aleggia sullo stivale ormai da anni.
Cito solo l’inizio
La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce “una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”. È quanto ha stabilito oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo nella sentenza su un ricorso presentato da una cittadina italiana.
Amen.
Addenda: che poi io ho visto il blog del Russo per primo, ma un po’ utti i bloggers laici ed atei stanno esultando… con buona pace dei fegati dei credini incazzati
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Posted on 30 Ottobre 12009 by topometallo
Dedicato a tutti coloro che parlano male di Halloween, dicendo che è una festa che non ci appartiene, che è un’americanata e altre bischerate simili, peraltro contestabili: intanto, rammento ai distratti che si tratta di una festa invisa al Vaticano, la qual cosa da sola basterebbe per festeggiarla in piena letizia
(tacendo per pietà dei derelitti à la Moige che vi vedano un’istigazione al male ed un’esaltazione del demonio, della morte e del budello di su ma’, come direbbero al Vernacoliere)
Come poi ho letto recentemente su qualche blog (ahimé, il mononeurone non riesce a recuperare il link originale) ricordiamoci sempre che il vero nemico è San Valentino
Dolcetto o scherzetto?
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Posted on 27 Ottobre 12009 by topometallo
Sull’ultima pagina del Manifesto di oggi, ma per dare subito un link, anche qui la notizia della sentenza del tribunale di Roma che annulla il licenziamento di Dante De Angelis.
Il tribunale di Roma ha stabilito che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls) dovrà essere reintegrato al lavoro. Aveva denunciato l’insicurezza dei treni, e le Fs l’avevano licenziato. “Continuerò a fare quello che facevo prima”
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Posted on 27 Ottobre 12009 by topometallo
Camminava sempre seguita da una frotta di cani. Erano una dozzina, e trottavano in perfetta fila indiana. Li aveva addestrati così per evitare che andassero sotto le macchine.
Erano di tutte le taglie e di tutti i colori e avevano una particolarità: erano i cani più brutti, rattoppati e malfatti della zona. La Mannara aveva una speciale abilità nel trovarli e curarli. Non aveva mai rottamato un quadrupede. Il suo preferito si chiamava Mottarello, ed era perfettamente diviso a metà, la metà dietro era nero e pelato con le zampe storte, la metà davanti bianco e irsuto con le zampe dritte. La leggenda diceva che la Mannara lo avesse creato cucendo insieme le parti sane di due cani straziati da un camion.
Seguivano poi cani zoppi, rognosi, mutilati, con le orecchie smangiucchiate, mezzi ciechi e sordi. Alcuni di essi avevano protesi, quali zampe di legno e code di corda.
Il più celebre era Billy il Maniaco. Era un bastardo nero che colpiva alle spalle in ogni occasione, senza distinzioni di sesso. Dopo ogni amplesso rimaneva incastrato, attaccato al partner, almeno ventiquattr’ore. Perciò la Mannara lo aveva dotato di rotelline nelle zampe posteriori: di modo che potesse essere trainato ancora ben aderente alla sua, diciamo così, locomotiva.
A volte la coda della fila era formata da tre, quattro cani uno infilato dentro l’altro, in erotica successione. Si narra addirittura, una volta, di cinque cani in trenino e in mezzo un cinghiale dall’aria rassegnata.
Stefano Benni
Pane e tempesta
Feltrinelli
Okappa, da qualche tempo lo smenazzo a tutti col fatto che come e peggio di ogni anno sento arrivare l’autunno, che è un periodo che dormo male e mi sveglio peggio, che mi sento costantemente abelinato (ignorerò signorilmente i salaci commenti dell’astanterìa) e che, cosa per me gravissima, non riesco più non dico a finire ma nemmeno a cominciare un libro: la sera, nel mio candido lettino nella mia puteolente branda rabboccata alla meno peggio, scorro appena un paio di pagine e perdo la concentrazione, si tratti di un romanzo, di un saggio o di un racconto di fantascienza che magari mi interessa pure.
Con quello che a me pare l’arrivo un po’ anticipato dell’estate dei morti (o estate indiana, per chi ha velleità letterarie USA) forse si sta concludendo il momento di crisi. A sere alterne riesco ad addormentarmi quasi decentemente e a piccole dosi sto riprendendo le letture. Affidandomi come ad una panacea a certi basilari pilastri della mia biblioteca quali Stefano Benni, ad esempio col suo ultimo libro acquistato or non è guari.
Intendiamoci, non sarà un testo che passerà alla storia. Bene o male, si tratta pur sempre dell’ennesimo Bar, un po’ Sport e un po’ Sotto il mare. Ma ghe ne fuîse, come si dice qui intorno al Bigo. (bisogna arrendersi, ormai per i foresti il simbolo di Genova non è più la Lanterna…)
E certi passaggi come quello citato, lo confesso, mi hanno fatto ridere come un cretino (e con ostentazione, insisto nell’ignorare commenti e allusioni) fino ai dolori ventrali. Ammettendo pure che l’immagine finale del cinghiale è stata fortemente influenzata dalle lunghe e ripetute frequentazioni degli albi di Asterix…
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Posted on 26 Ottobre 12009 by topometallo
Ogni tanto, anche la sfiga non riesce a star dietro a tutto, oberata dal superlavoro. E possono succedere cose come questa.
Un legaiolo condannato per razzismo, soprattutto se si tratta del famigerato Gentilini di Treviso, non può che riscaldare il cuore in questi tempi di freddo dell’anima. (eccheccazzo, quando uno è poeta, è poeta
)
Tanto per ricordare alcune perle dell’indigesto trevigiano, rimando qui.
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Posted on 22 Ottobre 12009 by topometallo
Grazie ad Angela, leggo un trafiletto che rinfocola, se mai se ne fosse sentita la necessità, il mio viscerale amore verso le gerarchie ecclesiastiche di ogni ordine e grado.
Degli agricoltori in provincia di Chieti pagavano alla curia, per poter coltivare alcuni terreni di proprietà dell’arcivescovado, un canone definito in modo classicheggiante enfiteutico (che a vederlo non sembra, ma è relativamente comune in agricoltura). Canone che ammontava a qualche decina di euri e che quest’anno è stato, ad majorem Dei gloriam, praticamente decuplicato. Cosa che ha provocato le proteste contadine.
Cercando in rete, ho trovato anche una prima risposta della curia, che nelle migliori tradizioni leguleie dei pretacci, comincia un classico gioco di rimpallo e di responsabilità dicendo di non avere la gestione diretta della cosa e rinviando i postulanti da Erode a Pilato, pardon, indirizzandoli verso Roma: «La responsabilità di questi aspetti è dell’Istituto diocesano di sostentamento del clero che è la propaggine locale del servizio centrale di Roma. È al servizio della diocesi, ma non è direttamente controllata dalla diocesi».
Sostentamento del clero. Manco a farlo apposta, eh? Certe vignette di Scalarini non passeranno mai di moda…

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Posted on 19 Ottobre 12009 by topometallo
Da El país di oggi, la notizia di un sequel di Dracula. Un altro? Sì, ma questo ha il marchio DOC, portando la firma di Dacre Stoker, un bis-bis-nipote dell’autore del vampirone originale, “assistito” nell’impresa da Ian Holt, esperto del settore in quanto autore del soggetto dell’ennesimo film sul succhiasangue transilvano previsto nelle sale per l’anno prossimo.
Protagonista della storia Quincey, il figlio dei coniugi Harker, che appare per alcune righe nel finale del romanzo originale, e che mostra imbarazzanti caratteristiche tali da suggerire un test di paternità che coinvolga anche un nobile transilvano; la qual cosa, unita al fatto che Mina Harker, dopo i suoi incontri ravvicinati col conte, pare essere diventata (cito) “insaziabile nell’alcova” suggerisce che, come insegnano il film di Coppola e le parti meno indigeste dei tomi della regina Anne Rice, non siano solo i denti le armi più pericolose dei vampiri…
E pare che non sia finita qui: oltre a prevedere la presenza anche di Erzsébet Báthory, la famosa contessa sanguinaria ungherese che amava fare il bagno nel sangue, nella storia sono citati gli omicidi di Jack lo Squartatore e (spero di aver letto male) anche qualche scena sul Titanic.
E tanto per non farsi mancare nulla, nel romanzo compare anche il nonno Bram Stoker, l’autore del primo romanzo di Dracula, con un faccia a faccia col non-morto che il quotidiano spagnolo definisce “una scena molto succosa“…
Mah. Onestamente, non so che pensare. Potrebbe essere tanto un piccolo capolavoro quanto una schifezza galattica. Ma chissà perché mi torna in mente Quèlo…
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Posted on 16 Ottobre 12009 by topometallo
El Roto, vignettista veramente notevole e dal tratto essenziale,
pubblicato quotidianamente su El País
(e leggibile anche online)

Le minacce che non esistono
sono le migliori per far paura
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